Evaso prima del processo, latitante condannato per furto

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MANTOVA Nemmeno diciotto ore prima era finito in manette circa l’accusa di furto aggravato, ma anziché ottemperare alla custodia cautelare domiciliare cui era stato sottoposto dopo l’arresto, aveva pensato bene di darsi alla macchia, mettendosi così nei guai pure per evasione. Protagonista del singolare episodio, Victor Enrique Fuentes Tamayo, 38enne pluripregiudicato cileno richiedente asilo, atteso invano in tribunale, il 10 luglio scorso, per presenziare all’udienza di convalida innanzi al giudice Raffaella Bizzarro. L’uomo, domiciliato nella sede dell’associazione “Abramo” a San Giorgio Bigarello, si era infatti reso irreperibile alla polizia giudiziaria, andata a prelevarlo per scortarlo in via Poma. Una fuga in piena regola e un giudizio direttissimo svoltosi dunque in assenza dell’imputato, difeso dall’avvocato Luigi Medola. Nello specifico, facendo un passo indietro, la vicenda predatoria a lui ascritta risaliva al pomeriggio del giorno prima quando, ai danni della profumeria “Douglas”, all’interno del centro commerciale “La Favorita”, il 38enne aveva messo a segno un furto per un valore totale di 258 euro. Ma incastrato dall’allarme antitaccheggio era stato prontamente bloccato e tratto in manette. Nei suoi confronti, lo stesso magistrato aveva quindi convalidato l’arresto disponendo, in attesa della cattura, la custodia in carcere e rinviando il processo. Ieri però, dopo un paio di sedute andate a vuoto, il fuggiasco – non ancora rintracciato – è stato ad ogni condannato con rito abbreviato a due anni di reclusione e 260 euro di multa. Un anno e 200 euro invece quanto chiesto in requisitoria dal pubblico ministero. (loren)

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