MANTOVA Chi l’avrebbe mai detto? Per gustare i migliori tortelli di zucca mantovani (o a meglio dire, i più foodish) bisogna andare in un ristorante gestito da un tunisino – quantunque cittadino mantovano ormai dal 1989, e dunque virgiliano ad honorem. Si chiama, per quei pochi che non lo conoscano, Tahar Gallala.
L’Ochina Bianca ha conquistato la tappa mantovana di Foodish, il programma televisivo su Tv8 condotto da Joe Bastianich, noto imprenditore attivo nel settore della ristorazione. Il format dedicato alla scoperta delle eccellenze gastronomiche italiane ha visto protagonista anche la celebre food blogger gastronomica Chiara Maci. La puntata andata in onda ieri, ricca di dettagli sulla cultura culinaria virgiliana, ha voluto valorizzare il piatto principe del patrimonio enogastronomico nostrano, mostrando come tradizione e innovazione possano incontrarsi (o almeno provarci): il “primo dei primi”, il tortello di zucca.
Il premio è andato allo storico locale di via Finzi, da sempre punto di riferimento per chi ama la cucina di qualità e l’atmosfera familiare, oggi gestito da Tahar, che molti però pronunciano “Tarak”, e fino a due anni fa era guidato da Roberto Tonelli, già patron del Ritz di viale Piave, ma prima ancora da Gilberto Venturini, recentemente scomparso.
Ai fornelli, da 33 anni, c’è sempre la signora Patrizia Motta, emblema di garanzia. Con un doppio “10” conquistato sia da Bastianich che dalla Maci, l’“Ochina Bianca” ha superato il “Laboratorio – Ristorante e Cocktail Bar” di piazza Leon Battista Alberti, che con i suoi “ravioli di zucca” ha ottenuto un lusinghiero 17; quindi il ristorante “Giallozucca” di Corte dei Sogliari (14 i punti) e l’“Osteria della Fragoletta” di piazza Arche (12 punti).
«Sono felicissimo – ha commentato Tahar, che vive in città da quasi quarant’anni –. Faccio questo lavoro con grande passione, e vedere ripagati tutti i sacrifici è davvero una grandissima soddisfazione che quasi mi commuove. Ringrazio i giurati che mi hanno premiato con il massimo dei voti. Grazie davvero».
Sentendoseli in bocca, i suoi tortelli, Bastianich ha detto qualcosa di rivelatore: «Persino i difetti, come la sfoglia troppo spessa, ma pensando alle paste delle nostre mamme, nonne e zie, diventano pregi. Qui ho sentito la perfezione, una dispensa piena d’amore». Ed è quasi una rievocazione della celeberrima (ma per molti versi un po’ abusata) “madeleine” di Proust. Il premio della sfida è relativo: 1.000 euro in gettoni d’oro al vincitore, oltre a una fornitura di selezionate attrezzature professionali – oltre alla vetrofania che fa del tortello di zucca dell’“Ochina Bianca” il più “foodish” di Mantova.
Già, il più “foodish”… Ma cosa si intende con questo termine? Lo chef Bastianich lo ricorda spesso nella fortunata trasmissione di Tv8: esso descrive una cucina “goduriosa”, autentica e legata al territorio, spesso interpretando piatti della tradizione con un tocco personale. Foodish unisce il concetto di food (cibo) a quello di foolish (matto/appassionato). In senso positivo.







































