MANTOVA Un incontro del tutto unico, destinato a rimanere eternamente vivo nel cuore e e nella mente di chi ha avuto il grande privilegio di viverlo. È quanto capitato a Edoardo Reggiani, 14 anni, giovane sindaco dei ragazzi di Sermide e Felonica, che ieri ha avuto l’onore di farsi portavoce al cospetto di Papa Leone XIV del saluto dei 670 fedeli mantovani da lunedì impegnati a Roma, nel pellegrinaggio giubilare.
Accompagnato dal vescovo Marco Busca, quale guida spirituale del gruppo virgiliano, Edoardo, ha quindi avuto modo di colloquiare brevemente col Pontefice sul sentito tema della pace nel mondo, provvedendo altresì a omaggiarlo di un piccolo crocefisso in rame da lui realizzato personalmente a mano. Un’esperienza, umana e di fede, di quelle che capitano una sola volta nella vita quindi per il giovane pellegrino mantovano, a simbolico coronamento della tre giorni romana di cammino spirituale.
Una giornata conclusiva quella di ieri per il folto gruppo di pellegrini virgiliani iniziata in piazza San Pietro, con la partecipazione all’udienza generale del mercoledì e scandita altresì dall’inattesa menzione pubblica, tra i vari gruppi di fedeli presenti, anche per quello della diocesi di Mantova. Sempre ieri mattina, il gruppo ha attraversato la Porta Santa della Basilica di San Pietro, uno dei momenti più simbolici del pellegrinaggio giubilare, intriso di significato spirituale e di comunione con la Chiesa universale. A seguire i pellegrini hanno partecipato alla celebrazione eucaristica all’altare della Cattedra nella Basilica di San Pietro, presieduta dal vescovo Busca, quindi c’è stata la visita in via esclusiva ai Giardini Vaticani.
Martedì i pellegrini, tra le varie tappe, si erano invece recati nella Basilica di Santa Maria Maggiore, occasione questa per raccogliersi in preghiera davanti alla tomba di Papa Francesco. Ritornando all’arrivo nella capitale, lunedì, vi era stata la visita al complesso monumentale di Sant’Agnese fuori le Mura, con il suggestivo mausoleo di Santa Costanza e le antiche catacombe che custodiscono la memoria dei primi martiri cristiani.
Mentre nel pomeriggio, il momento clou era stata la Santa Messa nella chiesa di Sant’Ignazio di Loyola, dove si trova la tomba di San Luigi Gonzaga, celebrata dal vescovo insieme a una quindicina di sacerdoti partecipanti al pellegrinaggio. Al termine della celebrazione, un gruppo di pellegrini aveva potuto visitare anche la vicina chiesa di San Luigi dei Francesi, famosa in tutto il mondo per i capolavori di Caravaggio dedicati alla vita del santo. Ieri in serata il ritorno della comitiva a Mantova.































