MANTOVA – In occasione della giornata Mondiale dei diritti della Donna, La Voce di Mantova ho organizzato l’evento, su invito, “Profilo di donna” in collaborazione con il Pink Noise di Frassine, durante il quale donne di diverse età hanno espresso la propria opinione in merito a ciò che è stato fatto e cosa necessita ancora di attenzione. Ad introdurre il dibattito è stata Francesca Pancera, presidente de La Voce di Mantova: “Non si parlerà di donne, ma con le donne. È stato arduo scegliere le protagoniste ma invito i presenti ad ascoltare le loro storie con attenzione. Successivamente Tanya Lytvynenko, proprietaria del Pink Noise ha spiegato quali sono le sue speranze per le donne: “Il progetto Profilo di Donna nato da un uomo, ovvero da una proposta di Roberto Fontana. Aveva piacere a creare una mostra che mostrasse alcune sue foto scattate di profilo ad artiste nel corso degli anni ed il quel momento ho pensato a quale fosse il mio. Ho pensato a mia figlia e spesso si dice che dietro ad un grande uomo c’è sempre una grande donna. Ecco, io vorrei che lei fosse libera di scegliere in autonomia dove collocarsi”. Visto il luogo, non è mancato il contributo musicale grazie alla voce di Lavinia Tognoli con l’accompagnamento musicale di Livio Marconi. Paola Artoni, storica dell’arte ha introdotto l’incontro: “Dedico all’arte tutta la mia vita che rappresenta la mia ancora di salvezza. Teoricamente, l’arte è solo un vezzo ma per me rappresenta molto di più. Se si parla di profilo, penso agli egizi, ai camei dell’antichità e dipinti del rinascimento ed è qualcosa che ci connota. È stato quindi dato il via al contributo delle ospiti, partendo da una sorta di analisi sociologica svolta ad hoc per l’8 marzo, partendo da Sabrina Cavalli: “Tutti gli anni dedichiamo un progetto per la Festa della Donna, esulando dalla cronaca nera. Vogliamo dedicare altro alle donne in quel giorno. Abbiamo deciso quest’anno di fare le stesse domande a diverse generazioni di donne per capire ciò che le accomuna e le differenzia. Abbiamo chiesto come prima domanda quale fosse la piccola o grande conquista della vostra e sono accomunate dalla conquista dell’indipendenza economica che si traduce anche e soprattutto in libertà. Interessante anche l’aspetto della cultura, nonché del diritto al voto. Ha parlato poi Anna Nicchio, direttrice finanziaria di Gruppo Mantova Salus: “Mi è stata inculcata l’importanza del lavoro ed il relativo senso di responsabilità. Ho visto mia nonna paterna che faceva la magliaia ed aveva sotto di sé 10-15 lavoranti e pur non essendo ancora nata, ho vissuto la sua attività attraverso i suoi racconti. Nel corso della mia esperienza londinese, lavoravo nell’ambito finanziario, c’era solo un 24% di donne. Inoltre, più si saliva di livello, sempre più diminuiva il numero delle donne. Una donna in generale doveva dimostrare sempre qualcosa di più. Nel settore in cui opero ora, la presenza femminile è ancora molto alta ed è aumentata anche a livello dirigenziale. Tant’è che Mantova Salus ha ottenuto la certificazione della parità di genere lo scorso anno”. È successivamente intervenuta Giorgia Salardi, prima donna presidente dei dottori commercialisti a Mantova: “Ho iniziato ad usare i social nel 2020 per spiegare il fisco in modo semplice ed il mio bacino di utenti sono prevalentemente donne e giovani. Vorrei essere un esempio per donne e non mi sono mai voluta arrendere alla scelta tra carriera e famiglia. Detesto chi mi dice che sono fortunata perché ho un compagno che mi aiuta. In realtà, siamo due persone che cercano un equilibrio tra lavoro e famiglia. Nel 2022 mi è stato diagnosticato un tumore al seno e tutto ciò che questo comporta ma non mi sono mai voluta identificare con la malattia ed in questo la mia professione mi ha aiutato e mi ha permesso di riconoscermi quando in realtà non riconoscevo la mia immagine allo specchio”. Ha raccontato la sua esperienza anche il deputato Antonella Forattini e della scelta che ha dovuto compiere: “Ho iniziato la mia carriera politica molto giovane come sono diventata sindaco a 32 anni. Ciò ha fatto sì che a qualcosa dovessi rinunciare. Tuttavia, visto anche il mio ruolo istituzionale, ho deciso di praticare sempre l’ascolto anche verso me stessa”. È stato pertanto il turno della senatrice Paola Mancini, : ”Vorrei sottolineare che sono riuscita a raggiungere i miei obiettivi grazie anche a mio marito. Questo cambio culturale consiste nel diventare consapevoli delle scelte che si fanno. Non dobbiamo mai sottovalutarci. C’è la necessità da parte delle istituzioni di dotare la nostra nazione di strutture e servizi che oggi non ci rendono consapevoli e informate”. Il dibattito è quindi ricominciato grazie alla mediazione di Antonia Bersellini Baroni. L’avvocata Elena Picozzi parla dell’importanza di poter scegliere in autonomia cosa studiare: “Al termine delle superiori ho scelto il mio percorso di studi ed attraverso alcune foto di famiglia, posso spiegare come sia importante il diritto allo studio. Nonostante la reticenza della mia bisnonna Maria, mia nonna si impone che i suoi figli, ovvero mia mamma e zio, affinché studino. Dopa vari studi e peripezie, approda a Corneliani nell’ufficio modelli. Dopo il matrimonio c’è stato un iniziale distacco dal lavoro ma non riuscendo a stare con le mani in mano, capì che era il momento di tornare sul campo. Mio padre decide di credere in sua moglie, nelle sue capacità e nel suo progetto”. È stato dato spazio anche allo sport grazie Ingrid Agostelli, canoista azzurra e presidente Anaoai: “Sono rimasta colpita dall’episodio accaduto a Francesca Lollobrigida alle Olimpiadi di Cortina. Seguo lo sport in ogni suo aspetto e quando si è parlato di questo oro olimpico con tanto record e si è discusso solo del comportamento del bambino mentre l’atleta lo teneva in braccio durante l’intervista. La stampa ed altre mamme l’hanno condannata. Trovo che questo sia un tema che dev’essere trattato, vista soprattutto la differenza di trattamento rispetto ad un atleta uomo”. È intervenuta anche Marzia Monelli Bianchi presidente del Centro aiuto alla vita: “Dopo aver dedicato gran parte della mia vita alla mia famiglia e aver visto i miei figli entrare nell’azienda di famiglia, ho deciso di impegnarmi nel volontariato unendomi al Centro Aiuto alla Vita di Mantova. Qui ho partecipato a diversi progetti, molti rivolti alle donne, offrendo aiuto concreto e supporto a chi vive momenti di difficoltà legati alla gravidanza o alla maternità. Accompagniamo donne e famiglie fornendo assistenza materiale, sostegno psicologico e informazioni, promuovendo la tutela della vita e favorendo percorsi di autonomia e serenità”. È stato trattato in tal senso anche l’aspetto professionale con Silvia Arlanch, presidente di Dolomiti Energia spa: “Bello vedere come tante donne raggiungono la consapevolezza in tenera età e poi la utilizzino sia nel lavoro che in famiglia. Ho scoperto l’indipendenza mentale a 17 anni dopo aver frequentato un anno di superiori in Canada. Qualche anno fa, ho iniziato ad avere consapevolezza di ciò che valgo ed ho voglia ora più che mai di affermare le mie competenze”. Nella tumultuosa situazione geopolitica in cui ci si trova, è impossibile non dare ampio respiro a queste riflessioni ed a tal proposito, essenziale la testimonianza di Katya Kompaniets, rifugiata ucraina: “Prima dell’inizio della guerra, avevo una vita semplice ma per me molto preziosa. Poi è arrivato quel febbraio 2022 e tutto è cambiato. Pensavamo fosse un conflitto breve ed invece è ancora in atto. Io ho perso la mia identità ma mi ispiro alle donne che sono rimaste in Ucraina a combattere per la libertà, rivendicano il loro essere donne e sostengono le loro famiglie. Oggi qui vorrei condividere la mia esperienza perché credo sia importante trasmetterlo soprattutto alle giovani”.









































