Home Cronaca Seminò il panico in piscina, 25enne violento condannato

Seminò il panico in piscina, 25enne violento condannato

Il tribunale di via Poma

Mantova Già di primo mattino aveva fatto il pieno tra alcol e droga, ma non contento aveva cercato il modo di ottenere altro “rifornimento”. Così, assieme a un connazionale e a una giovane italiana, si era presentato all’ingresso della piscina Dugoni cercando dapprima di scavalcare i tornelli nel tentativo di non pagare il biglietto. Ma bloccato dalla cassiera, su segnalazione di una cliente che, in coda ai tre, li aveva notati confabulare con fare sospetto, aveva così allungato una banconota da 50 euro per ottenere l’entrata. Ma una volta nello spogliatoio, si era vendicato dell’affronto dando un colpo alla teca dell’allarme antincendio, facendolo scattare e gettando così nel panico le tante persone, tra cui anche diverse famiglie con bambini, che a quell’ora, le 9 del mattino del 21 giugno scorso, già affollavano l’impianto natatorio cittadino.

Quindi si era portato al bancone del bar chiedendo un Americano. Niente da fare, la barista gli aveva infatti spiegato che a quell’ora non poteva servire alcolici per ordine della direzione. Così dopo essersi allontanato un attimo, era tornato alla carica affrontando a muso duro la ragazza, dandole della ladra e strattonandola. Nel frattempo, partite anche le telefonate alle forze dell’ordine, era intervenuto un bagnante che, per bloccarlo, lo aveva spinto a terra. Lui però ne aveva approfittato per rifilargli un morso alla coscia destra, procurandogli una profonda ferita, tanto che l’uomo, un 51enne, era stato portato al pronto soccorso. Finché era accorso uno dei manutentori della piscina che l’aveva placcato e tenuto fermo fino all’arrivo della Polizia. Ma l’esagitato, un 25enne pregiudicato tunisino, non si era placato neppure con le manette ai polsi prendendosela anche con gli agenti. Una vicenda approdata quindi in sede giudiziaria con il processo a lui istruito conclusosi ieri con la condanna, disposta dal giudice Edoardo Zantedeschi, a un anno e otto mesi di reclusione, a fronte dei due anni chiesti dal pubblico ministero, per le ipotesi di lesioni – quelle da lui perpetrate ai danni del bagnante – e resistenza a pubblico ufficiale. Mandato invece assolto per le lesioni agli agenti.