MANTOVA – La telemedicina a Mantova fa un ulteriore passo avanti. I pazienti che sono in terapia anticoagulante orale e che devono monitorare il sangue ogni tre settimane potranno rivolgersi alle farmacie abilitate anziché recarsi all’ospedale per il prelievo a capillare e per avere il piano terapeutico in pochi minuti sotto la supervisione del medico specialista. E’ un’esperienza-pilota in Lombardia.
Il progetto è il frutto della collaborazione fra Asst Mantova, Federfarma e Aipa-Associazione Italiana dei Pazienti Anticoagulati, con il sostegno della Fondazione Comunità Mantovana. E’ stato illustrato ieri al Poma dalle direttrici Anna Gerola, Marianna Lorenzoni e Angela Bellani, oltre che dal primario Massimo Franchini, dal coordinatore del Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale Giovanni Zandonatti e dal presidente provinciale di Federfarma Marco Cavarocchi.
Sono otto le farmacie coinvolte per la sperimentazione. Sono la Cavarocchi di Marcaria, la Berni di Moglia, la farmacia di Montanara di Curtatone, la Gamba di Porto Mantovano, la Guidotti di Sustinente, la San Biagio di Suzzara, la Carità di Villa Saviola di Motteggiana e la Donelli di Villimpenta. In tutta la provincia i pazienti con questa patologia sono circa seimila.
“E’ un progetto sperimentale – ha sottolineato Gerola – che entrerà a regime, avvalendosi della telemedicina. In quanto servizio di prossimità, attua appieno la riforma regionale, grazie alla rete territoriale in cui le farmacie si inseriscono”. “Si tratta di un’iniziativa innovativa – ha aggiunto Lorenzoni – che riporta il paziente al centro dell’asse ospedale-territorio”.
“Con le case di comunità – ha osservato Bellani – stiamo creando una rete di servizi territoriali, dedicata in particolare ai pazienti fragili. Puntiamo a potenziare questi servizi con l’aiuto degli infermieri di famiglia che affiancano gli utenti”.
Cavarocchi ha precisato: “Il servizio offerto dalle farmacie permette il controllo della coagulazione vicino a casa, evitando spostamenti e perdite di tempo anche da parte dei caregiver. La capillarità territoriale delle farmacie ha una valenza soprattutto nei luoghi più lontani dall’ospedale. Ci auguriamo che sia il primo di una serie di servizi che intendiamo attivare affiancandoci all’ospedale”.
“Questo nuovo servizio – ha commentato Franchini – ha mostrato gradimento da parte dei primi pazienti arruolati. Rappresenta un eccellente esempio di integrazione tra territorio, nella fattispecie le farmacie, e specialisti ospedalieri, con l’obiettivo di garantire prestazioni di elevata qualità”.

































