Home Provincia Baby gang colpisce ancora, dopo S.Giorgio ora tocca ancora Castel d’Ario

Baby gang colpisce ancora, dopo S.Giorgio ora tocca ancora Castel d’Ario

Emergenza baby bang anche in provincia, e in particolare tra l’Hinterland e l’Est mantovano, zone bersaglio di ripetute angherie da parte di bande di minorenni, in prevalenza extracomunitari, che stanno preoccupando non poco residenti e amministratori. Le ultime, risalenti all’altra notte, sono state registrare a Castel d’Ario e a San Giorgio Bigarello. Nel primo caso i balordi (e non si esclude possano essere gli stessi che qualche settimana fa avevano deturpato l’area feste e tagliato le reti del campo sportivo, ndr) hanno dapprima rotto le serrature esterne della tribune di calcio, dopodiché hanno distrutto la porta di uno degli spogliatoi; nel secondo – come riportato dal nostro giornale nell’edizione di ieri – sono entrati all’interno dell’area dell’Acquapark, scavalcando la recinzione, e quindi accanendosi contro i distributori dei giochi situati appena fuori dal Bar Summer, lasciando l’area nel caos, danneggiando senza motivo le giostrine dei bambini e portandosi via un bottino di circa 400 euro in monete. Differentemente dall’area limitrofa all’impianto natatorio, il bar delle piscine, che il Comune ha affidato in gestione a un privato, non era mai stato oggetto di episodi di questo tipo. Di recente atti del genere si erano reiteratamente registrati anche a Villimpenta e a Roncoferraro, per non parlare del capoluogo, dove ormai sono diventati quasi una prassi. Un fenomeno dilagante che sta esasperando i cittadini, raddoppiato nel Mantovano rispetto al 2023. Con il termine baby gang si fa riferimento al fenomeno di microcriminalità che si sviluppa e si diffonde in contesti urbani. Come accennato, protagonisti di tali condotte sono ragazzi minorenni che si riuniscono in gruppetti con il preciso scopo di commettere reati e danneggiamenti verso la cosa pubblica ma talvolta anche nei confronti di privati. Da dove deriva tutto questo, cosa spinge un adolescente ad unirsi ad altri coetanei e compiere una serie di reati inammissibili per ragazzi della loro età? Tra le principali cause alla base del disagio giovanile e degli atti devianti vi sono sicuramente i contesti familiari problematici, il deterioramento di un efficace modello educativo che sfocia poi nella formazione di queste bande “under 16” dedite a commettere reati veri e propri durante tutto l’anno. Riposte nei cassetti le felpe con i cappucci da calare sul viso e le costose sneakers ai piedi, spesso solamente repliche da millantare, d’estate passano alle ciabatte in gomma, ai bermuda e ai copricapi stile baseball: un outfit più “fresco” per importare l’anarchia anche in alcune piscine e nelle piazze dei paesi di provincia.

Matteo Vincenzi