GOTIO – I dirigenti del circolo Pd di Goito, nello specifico i componenti del direttivo, Gianmarco Greco e Matteo Ferraresi, fanno chiarezza relativamente alle posizioni del centrodestra goitese riportate nell’articolo pubblicato ieri da La Voce di Mantova.
«Lo sconcerto – puntualizzano – non è certo quello della minoranza, ma semmai quello dell’amministrazione, che sembra non avere ancora compreso con quale interlocutore abbia a che fare. Si parla di “minoranza”, ma la realtà è che proprio quella minoranza, dopo aver chiesto a gran voce più volte la convocazione di un’assemblea pubblica, non si è nemmeno presentata all’incontro organizzato dal Comune. È evidente che, avendo già affrontato l’argomento più volte in consiglio comunale, per loro la situazione fosse già chiara. Bene, ne prendiamo atto: a quanto pare non avevano nulla da aggiungere». «Invece leggiamo – fanno notare – di un fantomatico gruppo Facebook, “Insieme per Goito”, totalmente anonimo, che si diverte a fare satira politica, e di altre sigle politiche di cui non si capisce chi siano i rappresentanti reali. Ma la politica, quella vera, richiede coraggio e responsabilità: significa metterci la faccia, assumersi decisioni, e non limitarsi a lanciare accuse sterili o fare ironia nascosti dietro a un profilo social». «L’amministrazione comunale – ribadiscono – si è messa a disposizione dei cittadini per quasi tre ore di assemblea pubblica, con la presenza anche di tecnici e legali, spiegando in modo politico e tecnico i motivi della situazione. Tutti gli interventi hanno ricevuto risposte puntuali ed esaustive, al punto che nessuno ha poi ribattuto, segno che le spiegazioni erano state chiare e convincenti». «È vero: sul piano della comunicazione – fanno notare – si poteva forse fare di più, ma i continui cambiamenti dettati dalle procedure e dalle regole hanno modificato gli scenari di volta in volta. Ciò che è chiaro è che la responsabilità non è dell’amministrazione, che anzi sta facendo tutto ciò che è nelle proprie possibilità per gestire questa situazione nell’interesse comune, muovendosi però all’interno delle dinamiche di un bando pubblico, dove occorre rispettare paletti e vincoli molto precisi. I bandi pubblici sono complessi e impongono vincoli che nessun comune può aggirare. Accusare l’amministrazione è quindi un atto pretestuoso, che dimostra solo di non aver capito nulla della questione. Non a caso, molte altre amministrazioni in Italia si trovano nella stessa situazione». «Per questo diciamo basta – concludono – alla speculazione politica sulla scuola e sulla pelle delle famiglie e dei ragazzi. L’obiettivo di tutti deve essere uno solo: portare a termine i lavori nel più breve tempo possibile, nell’interesse della comunità e del bene comune».

































