MANTOVA Brescia e Mantova: gemellate nelle tifoserie, accomunate dallo stesso obiettivo salvezza e… unite nel nome del Grande Torino. Come lo stadio mantovano venne intitolato a Danilo Martelli, quello bresciano porta il nome di un altro sfortunato ragazzo della squadra più leggendaria, perito a Superga: Mario Rigamonti. Sabato il Mantova tornerà a calcarlo a distanza di 15 anni dall’ultima volta, e da lì proverà a portare a casa punti pesanti per garantirsi un posto in B anche nella prossima stagione. Lo stadio Rigamonti non è affatto nemico dei biancorossi. Anzi: il bilancio delle 12 gare di campionato (due di A e 10 di B) disputate finora in terra bresciana sorride all’Acm, che vanta 4 vittorie contro le 3 dei biancazzurri.
Il primo successo coincide con la prima sfida fra Brescia e Mantova, in un Rigamonti inaugurato da pochi mesi. È il 22 maggio 1960 e l’Ozo di Mondino Fabbri si impone 2-1 in rimonta. Nomi illustri nel tabellino dei marcatori: Bersellini per il Brescia, Giagnoni e Simoni (al 90’) per il Mantova. Allora protagonisti in campo, in seguito grandi allenatori. È un successo che non cambia il campionato del Mantova, ottimo quinto alla fine e pronto a conquistare la A nella stagione seguente. È proprio nella massima serie che si sviluppa la seconda vittoria dell’Acm a Brescia: 18 febbraio 1968, decide un’autorete-lampo di Mazzia (che 15 anni dopo andrà ad allenare proprio il Mantova in C2) dopo un minuto. L’allenatore delle Rondinelle era il futuro ct della Nazionale Azeglio Vicini, mentre il Mantova era guidato da Giancarlo Cadè. Stagione amarissima per entrambe: ultimi due posti in classifica e retrocessione in B.
Il 21 gennaio 1973 il Mantova espugna il Rigamonti in rimonta (2-1), come la prima volta: è Cristin a ribaltare il vantaggio di Fanti. Purtroppo il conto si presenta salatissimo nella gara di ritorno al Martelli, ultima di campionato: l’1-1 costa al Mantova la retrocessione in C dopo oltre un decennio tra A e B. E perchè le due squadre si possano ritrovare in campionato, bisogna aspettare che i virgiliani tornino tra i cadetti. Accade con Fabrizio Lori e il derby col Brescia ridiventa un classico. Che ovviamente attira tanti tifosi mantovani nella vicina cittadina. Il 23 ottobre 2007 arriva l’ultimo successo biancorosso: lo firmano Caridi, Tarana e Spinale (0-3) nella ripresa, ed è una delle poche soddisfazioni di Attilio Tesser nella sua breve e sfortunata esperienza a Mantova. A guidare l’attacco bresciano in questa partita era Davide Possanzini, mentre il tecnico delle Rondinelle era Serse Cosmi. C’era Possanzini (e Michele Arcari in porta) anche nell’ultimo Brescia-Mantova di campionato, datato 2 aprile 2010: 1-0 per i biancazzurri, rigore di Caracciolo dopo 3 minuti. È una delle sconfitte “sospette” di una stagione tossica, rovinata dalle scommesse e dalla crisi societaria. Quindici anni dopo, è fortunatamente cambiato il contesto ma non la posta in palio del derby. Sabato il Mantova si gioca punti pesanti e sogna il quinto colpaccio al Rigamonti.

































