MANTOVA Prima panchina della nuova stagione per il dt Christian Botturi. Al Sinergy Center il direttore ha toccato diversi temi: dalla sconfitta di Venezia, alla sfida di sabato a Monza, passando per mercato e budget. Gli argomenti sono tanti, cediamogli subito la parola.
Venezia – «L’ho vista come un temporale estivo. Abbiamo preso una bella grandinata. Purtroppo non ci siamo portati dietro né l’ombrello, né il K-Way. Perdere non è mai bello, però meglio la sconfitta sia arrivata lì piuttosto che durante il campionato. Abbiamo affrontato una squadra che poteva salvarsi in A e ha mantenuto l’ossatura dello scorso anno. Noi invece ci siamo salvati all’ultima giornata e abbiamo cambiato tanto. Il passivo poteva essere ancora più rotondo. Di positivo ho visto solo una cosa: i tifosi. Vedere tanto pubblico incitare la squadra e applaudirla a fine gara è il raggio di sole da cui ripartire. Ma non bisogna fare drammi perché è ingiusto. Siamo fiduciosi e vogliosi di iniziare il campionato. In settimana dovremo riordinare le idee per essere gagliardi a Monza. Se dovessi iniziare a preoccuparmi adesso dandomi delle motivazioni sul perché della sconfitta, meglio cambiare lavoro. Di sicuro deve far riflettere. Affronteremo sia squadre a livello del Venezia sia formazioni con tanta grinta e determinazione. Ma quando togli 8 giocatori e ne entrano 9 serve tempo, fiducia e consapevolezza nel non dare giudizi in fretta dopo una sola gara ufficiale. Le gerarchie sono cambiate e stanno venendo fuori alcune personalità che non erano uscite in questi due anni. Escludo sia stato un “problema” di personalità a farci perdere. Sappiamo di dover affrontare un campionato difficile, ma raggiungeremo la salvezza».
Monza – «Ha qualità tecniche simili al Venezia. Sono retrocessi con un potenziale economico e strutturale per tornare in Serie A. Dal canto nostro dovremo giocare da Mantova, sfruttando le nostre armi. Siamo coscienti che spesse volte giocheremo con pistole ad acqua contro squadre che possiedono bazooka. Questo non vuol dire partire sconfitti, bensì essere bravi ad utilizzare le qualità a proprio favore. Non mi sento di dire che ci sono squadre inferiori a noi perché questo è un campionato equilibrato. Dico solo che vogliamo iniziare bene la stagione. Auspico ci sia un esodo di tifosi e che i nostri colori siano più accesi dei loro. Sappiamo cosa significa indossare questa maglia e quanti attributi servano per scendere in campo. Da sabato fino alla fine del campionato dovremo lottare su ogni pallone. Il Martelli invece sarà la nostra fortezza. Anzi, una bussola per non perderci».
Mercato – «Il Mantova sarà sempre sul mercato fino alla fine. Però mi aspetto che l’allenatore sia meno padre protettore e più padre padrone nelle scelte. A volte sono stati fatti dei ragionamenti seguendo il cuore. Quest’anno invece dovranno essere fatte scelte più ponderate e meno di cuore. Detto questo, stiamo valutando ogni reparto. La rosa però deve essere composta da almeno 26 elementi. Se interverremo lo faremo guardando profili giovani. Ma questo non vuol dire prendere un 19enne. Inoltre non vogliamo prestiti secchi. Se il giocatore sarà giovane dovrà apportare qualità. Mentre se arriverà un 25enne (o più grande, ndr) l’importante è che conosca il viaggio da fare. Lasagna? Escludo categoricamente una trattativa sia con il giocatore sia con il Verona. L’età anagrafica è un aspetto importantissimo per noi e lui non fa al caso nostro. Bonfanti invece ci piace (secondo fonti attendibili l’attaccante è ad un passo dai biancorossi, ndr). Ma guardiamo anche all’estero. Per quando riguarda Jack, è stata la per prima volta che mi sono snaturato ad aspettare un giocatore. Si è andati per le lunghe, di certo non per colpa nostra, però ci abbiamo creduto fino all’ultimo. Siamo stati noi come società a decidere di mollare la presa. Detto ciò, voglio però che sia chiaro un concetto: Mullen non è una toppa. Lo abbiamo sempre considerato alla pari di Jack. L’unica “carenza” è la nazionalità straniera. E a noi non porta minutaggio. Però, piuttosto che la non affidabilità abbiamo scelto un giocatore che ci tornerà utile».
Obiettivo – «Quest’anno sarà sempre un viaggio, ma della consapevolezza. Vogliamo raggiungere la salvezza con più tranquillità. Se ce la facciamo, ma è una mia sensazione, per le idee e la gestione che ha il presidente, ci rafforzeremo come società in vista dei prossimi anni. Adesso però piedi per terra perché è arrivato il momento di gettare le basi per rimanere in B».
Budget – «E’ un argomento di cui non parlerò più. Sarà il presidente a decidere come investire i soldi guadagnati da una cessione e se rimetterli o no sul mercato. E il monte ingaggi di quest’anno supera quello dello scorso anno».

































