Viadana Nel 2015, dalla parte di Viadana e in gran parte del territorio italiano caratterizzata da una forte concentrazione di appassionati del pallone ovale, piombò il Campionato Mondiale di Rugby Under 20. L’esperienza italiana fu giudicata molto positivamente dall’organo organizzatore, World Rugby, e Viadana fu molto apprezzata per strutture e personale messo a disposizione dal Club, oltre alla nutrita partecipazione di volontari che aveva reso possibile la perfetta riuscita del “capitolo rivierasco” della rassegna iridata. L’onda lunga di quell’edizione della kermesse mondiale aveva portato a una nuova designazione cinque anni dopo, ma la pandemia aveva de facto chiuso le porte al bis. Proprio ieri è giunta la notizia che tutti aspettavano da dieci anni: l’Italia torna a ospitare l’Under 20 World Cup Championship. La lettera firmata dal Presidente della Federazione Italiana Rugby, Andrea Duodo, è indirizzata ai Presidenti dei Club che ospiteranno tra giugno e luglio le partite del torneo: Calvisano, Rovigo, Verona e appunto Viadana. Le quattro piazze sono state individuate dal Consiglio Federale che ha affidato la direzione a Claudio Perruzza. Nel 2015 tutto iniziò con la sfida tra Baby Blacks e Irlanda e fu un crescendo di appassionati. In quell’edizione il Giappone suscitò enorme simpatia con l’inchino a indirizzo del pubblico, a prescindere dal risultato, e quello che colpì notevolmente fu la cura e la pulizia degli spogliatoi adeguati secondo i dettami del feng shui, per canalizzare l’energia positiva, e riportati all’uscita nello stesso identico modo e intonsi, più puliti di come li avevano trovati. Note di colore a parte, un evento simile è una grande opportunità dal punto di vista sociale, culturale e anche economico per l’indotto che sa produrre attirando persone da ogni angolo del mondo. «Felicità – spiega il presidente del Rugby Viadana Giulio Arletti – Tutti mi dicono che l’esperienza del 2015 fu grandiosa e poi c’è orgoglio in primis per la Città di Viadana, per tutto l’Oglio Po e perché valorizza lo Zaffanella: stadi di rugby così sono una rarità in Italia». La struttura è cambiata dal 2015, ci sarà un ulteriore upgrade per l’evento? «A breve conosceremo l’esito della gara di appalto per i lavori del bando “Sport e Periferie” e quindi sì, sono in previsione lavori strutturali e servirà la massima organizzazione. Per giugno sarà sicuramente pronto il nuovo maxischermo ledwall come segno di modernità anche per il club. Che ruolo avrà la Lega Rugby? Come per il Six Nations, l’ente ha l’obbligo di fare da supporto alla FIR. Indotto? Beh, se circa 4 mila persone entrano allo stadio, dovranno poi mangiare, dormire o fare benzina e per chi volesse fare un weekend culturale tra Mantova e Sabbioneta potrebbe in effetti dare ulteriore ossigeno a tutto il territorio».
Alessandro Soragna

































