VIADANA Filippo Lavorenti, operato al ginocchio destro lo scorso 16 luglio, ha ora davanti a sé un percorso di recupero che potrebbe permettergli di tornare in campo nel 2026. Il suo rientro in seconda linea rappresenterebbe un’opzione preziosa per il nuovo staff tecnico nella seconda parte di stagione, quando avere un giocatore affidabile in più può fare la differenza.
Filippo, puoi raccontarci gli eventi recenti, dall’infortunio all’intervento chirurgico?
«L’infortunio risale alla semifinale col Valorugby del 17 maggio. Dopo il trauma, ho svolto un mese di lavoro in palestra per cercare di accelerare i tempi del recupero. L’intervento al ginocchio è stato eseguito il 16 luglio e ora sono concentrato sulla riabilitazione. Al momento non posso quantificare con precisione i tempi, ma dovrei tornare tra febbraio e marzo dell’anno prossimo. La priorità è farlo in sicurezza e con le condizioni ottimali, così da poter dare il massimo».
Che sensazioni ti trasmette il gruppo in questa fase di preparazione?
«I miei compagni stanno lavorando davvero duramente. La pre-stagione è intensa, soprattutto con i nuovi arrivi che si stanno integrando nel gruppo. Tutto questo è fondamentale perché vogliamo arrivare pronti già al test con Mogliano e alla Supercoppa con Rovigo. Sarà un banco di prova importante per iniziare il campionato nel modo migliore e consolidare l’intesa tra i giocatori, vecchi e nuovi».
L’arrivo di Sosene è stato accolto con grande entusiasmo, quanto conta questa novità per la squadra?
«Siamo molto contenti. Avere un profilo come il suo, proveniente da un contesto diverso, può rappresentare un nuovo inizio per tutti. È molto competente e, cosa ancora più importante, disponibile a condividere il suo know-how con tutto il gruppo. Credo possa aiutare a migliorare non solo l’aspetto tecnico, ma anche la mentalità del gruppo, mettendo tutti nella condizione di esprimersi al massimo».
Viadana e Rovigo sono in corsa per tre trofei. L’en plein è un obiettivo concreto?
«Sì, è chiaro che ci sia questa possibilità. Sia per noi sia per Rovigo l’ambizione di un tris va valutata con attenzione, passo dopo passo. Non si può correre prima del tempo, ma avere queste prospettive è stimolante per tutto l’ambiente. La chiave sarà la continuità e la gestione dei momenti difficili durante la stagione. Credo che con il lavoro, l’attenzione e la determinazione giuste possiamo provarci».

































