Rugby Serie A Elite – Viadana, il giorno della finale. Brisighella: “Indosso questi colori da quando ero bambino, giocare la finale è un sogno che si avvera”

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Viadana Li chiamano enfants du pays e sono quei ragazzi che diventano grandi e conosciuti nel paese in cui sono nati. Simone Brisighella è partito da piccolo con il giallonero addosso, talvolta lo toglie per l’azzurro, poi lo rimette. Il talento è cristallino e la velocità di punta da grande giocatore. La crescita del giovane utility back viadanese è stata interrotta da un infortunio al ginocchio nella partita allo Zaffanella contro Mogliano. Ora, dopo il progressivo recupero, “Brisi” ha ritrovato minutaggio e la possibilità di mostrare il suo valore.
Arrivare in finale con la squadra della tua città, dove sei cresciuto, quali emozioni procura?
«Arrivare in finale con questa maglia, che porto dall’under 10, è un’emozione fantastica. Lo sognavo da bambino e ora sono felicissimo».

L’ultimo periodo per te non è stato semplicissimo con l’infortunio che ha rallentato la tua crescita, ma oggi sembri aver imboccato la strada giusta, soprattutto dal Petrarca in poi. A che punto sei per arrivare al top della forma fisica e nel pieno della consapevolezza?

«Non è stato semplice riprendere dopo l’infortunio, poi ho ritrovato fiducia dopo il mondiale Under 20 e piano piano, anche se all’inizio trovavo meno spazio, dopo la partita con il Petrarca Padova, sono riuscito a trovare posto in squadra con maggiore continuità e questo mi rende molto felice e consapevole di essere in un buono stato di forma e pronto per la finale».

In una partita così importante ed equilibrata, che peso avrà il kicking game?

«E’ una fase fondamentale della partita, che abbiamo preparato bene. Poi, quando hai di fianco un giocatore come Martin Roger, ci si sente molto sicuri. La sua vicinanza aumenta la confidenza e ci troviamo bene aiutandoci a vicenda a gestire il gioco al piede».

Quando Viadana vinse il primo scudetto, nel 2002, tu non eri ancora nato. Puoi immaginare come il popolo giallonero viva questa lunga attesa?

«E’ vero, non ero ancora nato, ma guardando il documentario dei 50 anni di vita del club, ho potuto immaginare cosa possa significare riportare qui lo scudetto per noi, per la città, per il popolo giallonero che sarà tutto allo stadio. Sarà una bolgia e uno spettacolo straordinario».

Le formazioni sono ufficiali. Il duello tra te e Mirko Belloni potrebbe essere una sfida nella sfida tutta da vedere…

«Sarà una bella sfida, lui è un grandissimo giocatore e siamo amici anche fuori dal campo. Ci sfideremo forte e credo che sarò davvero bello visto che abbiamo giocato insieme nelle nazionali giovanili. Amici sì, ma ognuno vorrà vincere la finale per la propria squadra».

Quale chiave userete per sbloccare la partita?
«Essere presenti dal primo minuto, andare subito forte per prendere l’inerzia e poi fare il nostro gioco».