VIADANA Lo stadio “Tommaso Fattori” de L’Aquila è pronto ad ospitare l’edizione 2025 della Supercoppa Italiana, in programma questa sera alle ore 19, tra Femi-CZ Rovigo Delta e Rugby Viadana 1970. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming su The Rugby Channel e organizzato dalla Lega Italiana Rugby, su mandato della Federazione Italiana Rugby. Si tratta del primo trofeo ufficiale della stagione 2025/26 e del terzo grande evento organizzato dalla LegaRugby in meno di sei mesi, dopo le finali di Coppa Italia e di Serie A Élite 2024/25. Un calendario fitto che conferma la crescita organizzativa dell’associazione e il suo impegno nel promuovere il massimo livello del rugby italiano. Il match si preannuncia di altissimo livello tecnico e agonistico, con due delle migliori squadre del panorama nazionale pronte a contendersi un titolo che dà prestigio e slancio all’avvio della stagione. Per il Rovigo, campione d’Italia in carica e già vincitore della Coppa Italia, la sfida ha un valore particolare: in caso di successo, i veneti firmerebbe uno storico en plein di titoli nell’anno solare 2025. Un’impresa che confermerebbe la solidità e la continuità del progetto tecnico del club. Il Viadana, finalista scudetto lo scorso maggio, non sarà però spettatore. Determinato a prendersi la rivincita, scenderà in campo con l’obiettivo di conquistare un trofeo di prestigio e iniziare nel migliore dei modi la nuova annata sportiva.
Ci sono giocatori importanti, che talvolta lo sono a tal punto da essere leader e in taluni casi veri e propri punti di riferimento per tutto l’ambiente, e quando questi atleti dimostrano attaccamento diventano addirittura un simbolo. Con la partenza di Locatelli sono due i gialloneri che incarnano questi tipi di giocatore: capitan Tommaso Jannelli e il terza linea Fabrizio Boschetti che ci prende per mano in questa vigilia di Coppa.
Rovigo conosce poco di voi e quindi potreste essere una sorta di mina vagante in questa partita?
«Non credo che questo possa realmente essere un vantaggio. Quello che farà la differenza sarà l’approccio mentale e l’applicazione del lavoro svolto in preparazione della gara».
In questo momento della stagione, con poca benzina nelle gambe sarà la testa a fare la differenza?
«Sicuramente è una cosa che ci è mancata a Parma ed è un aspetto su cui abbiamo lavorato e continuiamo a farlo».
Rispetto alla partita di Parma cosa c’è di diverso?
«Ci sono dei cambi di formazione anche in ruoli delicati, ma questo non cambia il lavoro che tutta la squadra deve fare, tanto chi parte quanto chi subentra. Per noi è un modo per rifarci dello scudetto, è una finale la vogliamo giocare al massimo delle nostre possibilità»
Vi aspettate un Rovigo coerente con la propria filosofia di gioco, anche se è cambiato il capitano?
«Rovigo ha un gioco ben consolidato soprattutto sulle fasi statiche, hanno cambiato poco quindi sappiamo il lavoro che c’è da fare per limitare il loro gioco, anche perché proveranno subito a metterci sotto».
Si gioca al “Fattori”, un luogo suggestivo per il rugby italiano, che vibrazioni arrivano a voi giocatori?
«Purtroppo è un campo su cui non ho mai giocato, ma credo che le vibrazioni maggiori che sentiremo sarà per il fatto di giocarci subito una finale e questo basta e avanza per caricare entrambi gli ambienti e cercare la vittoria».

































