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Ciclismo – Edoardo Affini tra famiglia e ambizioni: “Nel 2026 punto al titolo italiano a cronometro”

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Donderen (Olanda) Prima il papà, poi l’atleta. In questo periodo Edoardo Affini, portacolori della Visma-Lease a Bike, sta vivendo una fase intensa e speciale della sua vita. La piccola Celeste è nata nei primi giorni di ottobre e per lui questo è davvero un momento ricco di emozioni nuove. Accanto alla gioia e alle responsabilità del suo nuovo ruolo di genitore, il campione di Buscoldo si sta preparando ad affrontare la sua sesta stagione con la prestigiosa formazione olandese, una delle squadre più strutturate e competitive del panorama internazionale. Tra allenamenti, programmazione e la voglia di migliorarsi ancora, Affini sta lavorando per farsi trovare pronto in vista del 2026, anno in cui sogna di poter compiere un ulteriore salto di qualità.
Edoardo, come va da neo papà?
«È una grande gioia. Poter seguire Celeste con assiduità in questo periodo in cui la pressione agonistica è praticamente zero, è davvero fantastico. Certo, tra un po’ dovrò dedicarmi con maggior impegno alla preparazione atletica, ma nel frattempo la mia attenzione è tutta per lei».
In questa fase della stagione sei tornato in sella oppure fai solo palestra e piscina?
«Faccio anche qualche uscita in bici. Sto seguendo a livello personale un programma di allenamenti che mi permetterà di giungere ai raduni collegiali di dicembre e gennaio in buone condizioni di forma».
Parlando dei tradizionali raduni in previsione delle prime gare della stagione, saranno ancora una volta sulle strade spagnole?
«Certamente. Ad Alicante si ritrovano praticamente molte delle formazioni professionistiche. In quella località si coniugano le strade per gli allenamenti con il clima ideale per lavorare. Tanto il raduno di fine anno, quanto quello d’inizio anno serviranno come sempre per raggiungere livelli di forma che ci consentiranno di affrontare i primi impegni senza troppi affanni».
Alla Visma Lease a Bike la pattuglia degli italiani si è rafforzata; questo sarà uno stimolo maggiore per te?
«Francamente per me non cambia molto. Sarà più da stimolo per i tre atleti che faranno parte del gruppo. Due di loro giungono da altre formazioni, mentre uno proviene dal nostro vivaio. Mi piacerebbe poter diventare per loro una sorta di punto di riferimento, se non altro nel momento in cui possiamo parlare in italiano. Per il resto, in gruppo si parlerà in inglese».
Discutere di programmi è ovviamente presto, ma indicativamente quando pensi che sarai in sella per la prima gara della stagione?
«I programmi per il 2026 saranno più chiari al termine dei due raduni. Se analizzo le stagioni precedenti, solitamente ho debuttato a fine febbraio; vediamo se sarà ancora così».
Hai già qualche obiettivo per il 2026?
«Sì, mi piacerebbe puntare al titolo italiano a cronometro. Poi vorrei riuscire a cogliere qualche risultato di rilievo nelle cronometro delle gare a tappe, vedi Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta. Comunque andiamo per gradi è vediamo cosa accade cammin facendo».
La pista non sembra essere tra i tuoi piani…
«A questo punto penso proprio che il treno della pista sia passato e non ci siano più grandi opportunità, anche perché non mi pare che rientri, per me, nei piani della nostra squadra. Faccio i complimenti a chi riesce ad abbinare la pista all’attività su strada».