Comico, scrittore ma soprattutto attore di teatro. Giacomo Poretti tornerà a Mantova assieme alla moglie Daniela Cristofori per presentare l’opera “Condominio mon amour”, che si terrà al Teatro Sociale il 18 aprile. Ecco cosa ci ha detto al riguardo:
Il 18 aprile metterà in scena a Mantova “Condomino mon amour”, ci parli un po’ dello spettacolo.
“La vicenda è ambientata in un condominio dove il custode (da me interpretato) riceve la visita di una manager che si occupa della gestione dei condomini in tutto il mondo per licenziarlo perché d’ora in poi a fare il lavoro ci penserà un’app. È una commedia ironica e poetico-riflessiva sull’utilizzo della tecnologia.”
La tecnologia sembra prendere quindi il sopravvento in ogni ambito, anche il Teatro ne subisce gli effetti? O rimane al momento isolato da ciò?
“Ci sono ancora tante isole senza applicazione della tecnologia. Sicuramente arriverà anche qua, difendersi però avrà poco senso, bisognerà giudicare dal contenuto, sennò non ne usciremo più.”
A volte però la tecnologia ci viene incontro, può il problema essere legato più all’abuso che all’uso?
“Non saprei, in questa fase qua si è o estremamente eccitati o preoccupati. Io non lo so, posso dire banalmente che se posso venire a Mantova senza il navigatore ci arriverei studiando le cartine, per cui è molto utile. È una fase di entusiasmo e confusione al contempo perché non si capisce dove si andrà a parare”
Torniamo al Teatro: negli ultimi anni pare che la Commedia sia stata più sostituita dalla “Comicità”, come ne certifica la popolarità della Stand up comedy negli ultimi anni, lei che ne pensa?
“Anche qua è un momento di trasformazione. Non ci sono proprio le idee chiare perché una volta c’era il teatro e i locali di cabaret, adesso oltre alla televisione c’è anche il web. Mi viene da dire che negli ultimi 2-3 anni ci sia un’inversione di tendenza: i creatori web stanno cercando spettacoli in teatro. La situazione ora è questa.”
Ed è cambiato il modo di fare comicità rispetto a quando ha iniziato? Anche qui i social hanno la funzione di fare da vetrina, lei invece ha dovuto fare la gavetta.
“In quarant’anni le cose cambiano, anche qui stiamo assistendo ad un cambiamento, come detto prima in tanti ora muovono i primi passi sui social.”
La bravura di un attore sta anche nell’interpretazione del personaggio: in “Tu la conosci Claudia?” il suo era tifoso del Milan. Data la sua fede interista quanto è stato difficile per lei esultare ad un gol di Shevchenko?
“Come dico sempre per accettare quel ruolo sono stato pagato più di Recoba. Però passiamo ad altro, non voglio ricordare quel momento (ride, ndr.)”
Un’ultima battuta su Mantova: lei è stato presente nel 2023 al Festivaletteratura per la presentazione de “Un allegro sconcerto”, che impressione le hanno fatto la città e i mantovani?
“È una città bellissima ed un festival meraviglioso. Non vediamo l’ora io e Daniela di venirci a teatro perché è una città d’arte bellissima”.
Alessandro Baraldi






































