MANTOVA — C’è un’Italia nascosta, fatta di piccoli centri, tradizioni secolari e saperi manuali, che sta conquistando il cuore dei viaggiatori. Il fenomeno, descritto a livello internazionale come il passaggio dall’overtourism (il turismo di massa che soffoca le grandi città d’arte) all’undertourism, trova in Italia la sua perfetta declinazione nel concetto di turismo diffuso. Una tendenza in forte crescita su cui Confartigianato ha acceso i riflettori nell’ultimo report del suo Ufficio Studi, elaborato su dati Istat, Unioncamere-Infocamere ed Excelsior.
I numeri fotografano una vera e propria rivoluzione culturale nelle abitudini di viaggio: se nel 2019 appena il 7,6% dei vacanzieri decideva di deviare dai flussi turistici principali per scoprire mete alternative e meno affollate, oggi questa percentuale è letteralmente triplicata, superando la quota del 21%. Il turista moderno non cerca più il semplice monumento da fotografare, ma l’autenticità di un’esperienza vissuta a stretto contatto con le comunità locali.
La forza dei piccoli centri: il modello del Borgo di Grazie
“L’Italia è una straordinaria rete di borghi e piccoli centri che custodiscono storia, tradizioni e competenze artigianali e imprenditoriali”, spiega Lorenzo Capelli, presidente di Confartigianato Imprese Mantova. Nel territorio virgiliano, un esempio plastico di questa nuova filosofia di accoglienza è rappresentato dal Borgo di Grazie (Curtatone). Un luogo capace di trattenere il visitatore non attraverso dinamiche commerciali standardizzate, ma offrendo un rapporto diretto e genuino con l’identità del territorio.
L’impatto economico sulla provincia: oltre 1.200 imprese coinvolte
Questa transizione verso il turismo diffuso non è solo un trend sociologico, ma un motore economico formidabile per la provincia di Mantova. Nel territorio si contano ben 1.256 imprese artigiane interessate direttamente dalla domanda turistica, un dato che rappresenta il 13% dell’intero comparto artigianale provinciale e che garantisce lavoro a 4.423 addetti.
La mappa di questa economia dell’accoglienza è estremamente variegata e tocca settori strategici:
- Agroalimentare e Ristorazione: custodi dei sapori e delle ricette tipiche.
- Moda e Manifattura: l’eccellenza del “fatto a mano” locale.
- Servizi e Trasporto persone: la logistica dell’accoglienza personalizzata.
Occupazione in crescita per l’estate 2026
Il dinamismo del settore si riflette anche sulle previsioni occupazionali a breve termine. Nel trimestre compreso tra luglio e settembre 2026, le imprese mantovane attive nei servizi turistici, nell’alloggio e nella ristorazione prevedono 790 nuove assunzioni. Si tratta di una fetta consistente del mercato del lavoro locale, pari al 9,2% di tutti gli ingressi programmati in provincia in ogni settore economico.
La strategia per il futuro: fare rete
La sfida ora si sposta sulla capacità di mettere a sistema questo patrimonio. “L’obiettivo è continuare a mettere insieme cultura, territorio e imprese”, conclude il presidente Capelli. La ricetta per il futuro richiede di creare percorsi integrati affinché i flussi non restino isolati: chi arriva nel Mantovano deve essere stimolato a prolungare il soggiorno, a esplorare i comuni limitrofi e a entrare nelle botteghe per incontrare gli artigiani.
Vetrine storiche come l’Antichissima Fiera delle Grazie dimostrano che il binomio tra grandi eventi popolari e valorizzazione dell’economia locale è la strada giusta da seguire per rendere il territorio unico e competitivo.
































