Mantova Dopo la conquista dell’oro con la staffetta 4×100 alle Olimpiadi di Tokyo 2020, è arrivata per Fausto Desalu anche una medaglia individuale: il bronzo nei 200 metri vinto ai recenti Europei di Birmingham. Il forte atleta delle Fiamme Gialle classe 1994 è stato festeggiato ieri a Palazzo di Bagno. La nostra città non poteva non rendere il giusto tributo all’azzurro, dopo che si è ripetuto, a distanza di 5 anni, con un’altra medaglia. E poco importa se i suoi natali sono contesi tra Mantova e Cremona, perché è nato a Casalmaggiore ma ha trascorso la sua infanzia a Breda Cisoni. Rappresentanti dell’atletica mantovana, ma anche di altre discipline sportive, hanno accolto in Provincia uno degli attuali atleti più rappresentativi. A fare gli onori di casa il delegato allo sport della Provincia Enrico Lungarotti e con lui l’assessore allo sport del Comune Stefano Simonazzi, il sindaco di Sabbioneta Marco Pasquali e il delegato del Coni Tiziana Pikler. Tutti, nel salutare e ringraziare i presenti, hanno sottolineato la passione che sta ancora alla base delle imprese di Desalu: esempio e stimolo per i giovani. Quella passione di cui lo stesso atleta ha parlato nel suo intervento e che lo ha sostenuto anche dopo il periodo seguito alle Olimpiadi, quando i risultati non arrivavano. Prima delle premiazioni, sia appassionati di atletica sia giovani praticanti, gli hanno rivolto alcune domande. Diversi i premi ricevuti: il Toson d’Oro, consegnato dal sindaco di Sabbioneta Pasquali, una targa del Coni da Pikler, una medaglia commemorativa da Lungarotti e un libro di quando Fausto ha fatto il tedoforo per le Olimpiadi Invernali, consegnatogli dalla prof Grazia Attene. «E’ la medaglia di Fausto adulto – spiega con grande disponibilità – che ha dovuto fare i conti con la dura realtà e le sconfitte, ma mi sono rialzato lottando giorno dopo giorno. Ecco perché la considero come un oro e il coronamento di una carriera iniziata agli Europei di Zurigo nel 2014». Ma il duecentista azzurro ha ancora obiettivi: «Voglio scendere sotto i 20 secondi e arrivare alla mia quarta Olimpiade a Los Angeles, magari centrando quella finale dei 200 che a Parigi non è arrivata per 5 centesimi. Continuo a correre per lasciare un segno anche per quando smetterò, senza dimenticare che a 32 anni combatto ancora con atleti più giovani di me: a Birmingham ero il più vecchio in finale».




























