Home Provincia Casalmoro, l’antica Corte Castello intreccia memoria, arte e innovazione

Casalmoro, l’antica Corte Castello intreccia memoria, arte e innovazione

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CASALMORO – Corte Castello, situata in periferia a pochi passi dal centro di Casalmoro, riemerge come un miraggio in pietra. Per anni è stata silenziosa testimone di un passato ormai lontano, accarezzata dalla vegetazione e dal tempo, sospesa tra romanticismo e rovina. Oggi, grazie a un articolato restauro conservativo, questo antico manufatto ha riaperto al pubblico e lo fa con un linguaggio che rifiuta tanto la nostalgia quanto la teatralità. Qui, il tempo ha lasciato le sue impronte, l’architettura è stata trattata come un documento, si è deciso di restaurare per rendere accessibile un tempo che si è depositato nelle pietre, negli strati, nelle assenze, nella ricerca dell’immortalità”, sottolinea il primo cittadino Maura Tomaselli. “L’esigenza di un’azione di tutela e conservazione era diventata urgente e, insieme a questa anche di valorizzazione al fine di restituirla alla comunità. Con un impiego di risorse economiche importanti, e con un’operazione coraggiosa, nel 2010 è stato avviato un lungo percorso di recupero della struttura, conclusosi con l’inaugurazione nel 2018. Durante i rilievi, sono apparsi sin da subito elementi stilistici e morfologici di accurata fattura, che hanno fatto pensare alla presenza di un’importante mano progettuale nella definizione del programma costruttivo. Sulla straordinaria facciata rinascimentale sono visibili merli tamponati, un raffinato marcapiano, e l’ordinato rapporto tra pieni e vuoti della facciata, ha portato ad ipotizzare l’attribuzione dell’opera all’architetto Luca Fancelli. Anche planimetricamente il complesso presenta un’importante struttura architettonica, distribuendo gli ambienti principali attraverso un atrio passante voltato a botte arricchito da una pregevole struttura a lunette. Suggestivo l’ambiente dell’ipogeo, di grande interesse i quarantadue pannelli collocati al primo piano, suddivisi tra il soffitto del pianerottolo e quello di un ampio ambiente che doveva costituire lo spazio di rappresentanza della dimora. La corte, nei secoli riadattata a cascina agricola, presenta un corpo centrale risalente alla prima metà del ‘300 e alcuni edifici annessi di epoca successiva. Secondo i documenti storici, fu probabilmente edificata come rocca di difesa da Francesco I Gonzaga, al tempo in cui i Visconti occuparono Casalmoro. A protezione della rocca venne scavato un fossato, alimentato dalla Fossa Regia. Nel 1380, il manufatto venne venduto ai Visconti, passando nel 1389 ancora ai Gonzaga con l’intera “Quadra di Asola”. Nel 1405, la rocca fu venduta ai Malatesta. Tra pietre imbevute di storia, basta chiudere gli occhi e farsi guidare dalla voce di Corte Castello per immergersi in un’atmosfera che porta lontano. Oggi, la sua nuova vita è fatta di cultura, eventi, turismo. La Pro Loco si è ufficialmente aggiudicata la gestione. Tra i prossimi appuntamenti, il ciclo di incontri di divulgazione archeologica, organizzato dall’associazione Klousios. Il primo, venerdì 3 ottobre alle 20.45, con il professor Marco Baioni su “Nuovi dati sull’Età del Bronzo nel territorio della pianura tra il Garda e il Po”.