Mantova Perché invitare Ilaria Salis a Mantova, personaggio tanto divisivo quanto inopportuno per affrontare tematiche quali diritti, democrazia, giustizia sociale e futuro dell’Europa? Una domanda dal tenore pressoché retorico che ha scandito il flash mob organizzato ieri in piazza Martiri di Belfiore da Gioventù Nazionale, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, per protestare contro la presenza in città dell’eurodeputata di Avs, proprio in quello stesso momento impegnata ad argomentare circa tali temi dal palco della festa anticapitalista del centro sociale La Boje all’Arci di Te Brunetti. Una manifestazione decisamente partecipata in cui i giovani di Fratelli d’Italia hanno voluto ribadire il proprio fermo dissenso per la presenza di Salis in riva al Mincio, «non certo per volerle negare il diritto di parola, ma bensì in quanto la meno indicata per catechizzare su determinati e delicati argomenti». A prendere la parola tra gli altri, il segretario provinciale di Gioventù Nazionale, Leonardo Minelli, l’esponente di Azione Studentesca Mantova, Jacopo Antoniazzi, il coordinatore FdI a San Giorgio Bigarello, Manuel Ribaldi, e i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia a Mantova Chiara Esposito e Salvatore Scalia. Presenti anche la senatrice Paola Mancini, Roberta Gaburri e Stefano Nuvolari. «Nessuno vuole impedire a Ilaria Salis di esporre le proprie ragioni – hanno dichiarato – ma al contempo è altrettanto lecito gridare il nostro “vergogna” sia nei suoi confronti che di chi l’ha invitata a Mantova. Le idee della Salis non sono le nostre e lei di certo non ci rappresenta. Inoltre, è arrivato il momento di ricordare a una certa parte politica che la democrazia non appartiene solo a loro ma appartiene a tutti. Siamo stanchi di sentirci dire chi può parlare e chi no di diritti, libertà e di Europa. Per questo troviamo assurdo che si stato invitato a trattare di dette questioni un personaggio da qualcuno assurto al grado di “eroe che ha fatto del disprezzo per le istituzioni e le forze dell’ordine nonché della legittimazione della violenza, un proprio segno politico distintivo. Chi rispetta le regole e lo Stato non va in giro per l’Europa ad occupare case e ad aggredire chi non la pensa allo stesso modo. La presenza oggi di così tanti giovani – hanno sottolineato in chiusura i relatori – è inoltre segno tangibile dei valori di legalità, rispetto, impegno civico e sociale che caratterizzano le nuove generazioni. Non tutti i ragazzi infatti sono dediti a devastazioni urbane e atti di violenza». (ln)































