Oggi, 21 settembre ricorre la Giornata Mondiale dell’Alzheimer, istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e da Alzheimer’s Disease International per sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle patologie neurodegenerative più diffuse a livello globale.
La ricorrenza richiama l’attenzione della comunità scientifica e civile sulle diverse forme di demenza, condizioni che coinvolgono milioni di persone nel mondo e che generano un impatto significativo sia sull’organizzazione delle famiglie, sia sui sistemi socio-assistenziali. La giornata offre uno spazio di approfondimento per contrastare lo stigma sociale legato al decadimento cognitivo, promuovere la ricerca scientifica e valorizzare la dedizione e il lavoro svolto quotidianamente dai caregiver.
L’edizione 2026 della campagna mondiale si concentra sull’importanza della diagnosi precoce, sviluppando il tema “Prima lo sai, più puoi fare: la diagnosi di demenza conta”. L’iniziativa sottolinea come individuare tempestivamente i sintomi consenta di accedere prima ai trattamenti disponibili, di pianificare con maggiore
consapevolezza i percorsi assistenziali e di offrire un supporto adeguato ai pazienti e ai loro familiari.
In Italia ci sono 700 mila persone affette da demenza Alzheimer, altre 700 mila hanno altre forme di demenza, 950 mila persone hanno una forma lieve di demenza, in parte prevenibile e ci sono 3 milioni di care giver accanto ai malati di demenza.




























