MILANO – Una sala storica, quattro appuntamenti musicali, alcuni tra i più interessanti interpreti della scena cameristica italiana e internazionale e un progetto culturale che nasce con l’ambizione di restituire alla musica il suo rapporto originario con i luoghi dell’arte. È questo lo spirito di Bramante Classica 2026, nuova rassegna di musica da camera che debutterà a Milano dall’8 al 29 ottobre 2026, nella suggestiva Sacrestia del Bramante, all’interno del complesso monumentale di Santa Maria delle Grazie, patrimonio UNESCO dal 1980. La manifestazione è promossa dall’Associazione Dante Regazzoni ETS, in collaborazione con il Centro Culturale “Alle Grazie”, con il contributo del Comune di Milano e il patrocinio del Comitato Nazionale Italiano Musica (CIDIM). La direzione artistica è affidata al violinista Alessio Bidoli, ideatore di un progetto nel quale il concerto non viene concepito come un evento isolato, ma come parte integrante di un’esperienza culturale più ampia. Il principio ispiratore è semplice quanto significativo: ascoltare la musica dentro la storia. Ogni serata sarà infatti preceduta da una breve introduzione storico-artistica curata da Fra’ Paolo Domenico Venturelli, pensata per accompagnare il pubblico alla scoperta della Sacrestia del Bramante, della sua architettura e della sua vicenda storica. Il luogo diventa così parte integrante del programma e contribuisce a creare una sorta di dialogo ideale tra ciò che si vede e ciò che si ascolta. La prima edizione di Bramante Classica si articola in quattro concerti, tutti in programma il giovedì sera alle 21.00, con ingresso del pubblico a partire dalle 20.30. La scelta della Sacrestia del Bramante non è casuale. Il progetto nasce infatti dall’idea di mettere in relazione due patrimoni: da una parte quello artistico e architettonico del complesso di Santa Maria delle Grazie, dall’altra quello musicale e liutario legato alla figura di Dante Regazzoni, liutaio valsassinese al quale l’omonima associazione intende dedicare un percorso permanente di valorizzazione culturale e formativa. Gli strumenti ad arco, presenti in tutti gli appuntamenti, rappresentano il filo conduttore della rassegna e costituiscono anche un elemento di continuità con l’eredità di Regazzoni. La musica diventa quindi uno strumento per riattivare la memoria del luogo, mentre il luogo offre alla musica una dimensione ulteriore: quella della storia, dell’architettura e della spiritualità. È proprio in questa prospettiva che si colloca l’idea espressa dal direttore artistico Alessio Bidoli, che ha indicato nel dialogo tra musica, arte e storia il nucleo progettuale della manifestazione. Ad aprire la rassegna, giovedì 8 ottobre, saranno lo stesso Alessio Bidoli al violino e il pianista Itamar Golan, interprete di consolidata esperienza internazionale nel repertorio cameristico. Il programma, intitolato “Rigore e tempesta”, attraversa epoche e linguaggi differenti, mettendo in relazione Carl Philipp Emanuel Bach, Edvard Grieg, Camille Saint-Saëns e Maurice Ravel. Il percorso musicale parte dunque dalla sensibilità settecentesca di C.P.E. Bach per arrivare alle diverse forme di espressività sviluppate tra Ottocento e Novecento. Al centro vi è il rapporto tra violino e pianoforte, con una particolare attenzione alla dimensione virtuosistica e al colore della scrittura francese. Tra i brani in programma figurano la Sonata n. 1 di Saint-Saëns e la celebre Tzigane di Ravel, pagina che richiede al violinista notevoli capacità tecniche ed espressive. Il secondo appuntamento, giovedì 15 ottobre, porterà nella Sacrestia del Bramante due personalità di primo piano: la violinista kazaka Aiman Mussakhajayeva e il pianista Bruno Canino, figura storica del pianismo italiano. Il programma, significativamente intitolato “Pathos e bagliori”, propone tre autori accomunati da una forte componente espressiva: Johannes Brahms, César Franck e Camille Saint-Saëns. In programma la Sonata n. 3 di Brahms, la Sonata in la maggiore di Franck e l’Introduzione e Rondò capriccioso di Saint-Saëns. Particolarmente significativo sarà l’utilizzo, da parte di Mussakhajayeva, dello Stradivari Omobono del 1732, uno strumento che aggiunge alla serata una ulteriore dimensione legata alla storia della liuteria e al rapporto fra interprete, strumento e repertorio.
Il concerto si presenta così come un itinerario attraverso profondità espressiva, lirismo e virtuosismo, elementi che trovano nella musica per violino e pianoforte una delle loro espressioni più compiute. La terza serata, giovedì 22 ottobre, cambierà prospettiva proponendo un confronto tra due differenti concezioni della scrittura musicale. Il protagonista della prima parte sarà il pianista Andrea Bacchetti, particolarmente apprezzato per le sue interpretazioni del repertorio bachiano. Bacchetti proporrà una selezione di Preludi e Fughe da Il Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach. La seconda parte sarà invece dedicata alla dimensione cameristica romantica con il Quintetto in mi bemolle maggiore op. 44 di Robert Schumann. A eseguirlo saranno Alessio Bidoli e Stella Cattaneo ai violini, Chiara Rizzo alla viola, Fabio Mureddu al violoncello e Silvia Cattaneo al pianoforte. La serata costruisce così un ideale passaggio dal rigore contrappuntistico di Bach alla ricchezza espressiva della forma cameristica romantica. Due mondi musicali differenti, accostati nello stesso programma per evidenziarne le rispettive peculiarità e il diverso modo di intendere la costruzione musicale. A chiudere la prima edizione di Bramante Classica sarà, giovedì 29 ottobre, un trio formato dal violinista e direttore tedesco Jochen Brusch, dal violoncellista e compositore Lamberto Curtoni e dal pianista Giovanni Doria Miglietta. Il programma, intitolato “Misura ed estasi”, sarà dedicato a Franz Joseph Haydn e Franz Schubert. Ancora una volta il repertorio diventa occasione per attraversare due momenti della storia della musica: da una parte l’equilibrio formale e la chiarezza della tradizione classica, dall’altra l’ampliamento della dimensione lirica e introspettiva che caratterizza il Romanticismo. Il concerto conclusivo riporterà inoltre la rassegna alla formazione del trio, in una dimensione più raccolta e intima che appare particolarmente coerente con le caratteristiche della Sacrestia del Bramante. Al di là dei quattro concerti, Bramante Classica rappresenta anche un nuovo capitolo nel lavoro dell’Associazione Dante Regazzoni ETS. L’associazione nasce con l’obiettivo di trasformare l’eredità del liutaio valsassinese Dante Regazzoni (1916-1999) in un patrimonio culturale condiviso, attraverso la musica, la cultura e la formazione. Regazzoni realizzò strumenti oggi conservati in importanti istituzioni italiane, tra cui il Museo del Violino di Cremona e il Museo degli Strumenti Musicali dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma. La nuova rassegna rappresenta dunque anche un modo per mantenere viva questa eredità attraverso gli strumenti ad arco, gli interpreti e il grande repertorio della musica da camera. Bramante Classica 2026 si presenta, in definitiva, come un progetto nel quale la musica non viene semplicemente collocata all’interno di un luogo storico, ma cerca di instaurare con esso un rapporto diretto. La Sacrestia del Bramante diventa contemporaneamente sala da concerto, spazio della memoria e luogo di narrazione. Prima dell’esecuzione, il pubblico sarà introdotto alla storia e all’arte dello spazio; durante il concerto, quella stessa architettura farà da cornice all’ascolto. Ne emerge un’idea di musica da camera intesa non soltanto come esperienza sonora, ma come occasione di incontro fra patrimoni diversi: quello musicale, quello artistico, quello architettonico e quello della liuteria. Quattro serate, dunque, ma anche quattro differenti prospettive sul repertorio cameristico: dal dialogo fra violino e pianoforte alla grande formazione del quintetto, dal contrappunto bachiano alla liricità romantica, fino alla forma raccolta del trio. Un itinerario che attraversa secoli di storia musicale e che trova nella Milano rinascimentale della Sacrestia del Bramante il proprio punto d’incontro. L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria nominale sul sito dell’Associazione Dante Regazzoni ETS.




























