MANTOVA. Sono quasi 13mila le persone con più di 65 anni che risiedono nel capoluogo. Un numero consistente che evidenzia come Mantova, nonostante abbia da poco superato i 50mila abitanti, sia il capoluogo della Lombardia con l’indice di vecchiaia più alto. Un indicatore che dimostra, da un lato, lo scarso ricambio generazionale; dall’altro un’ alta aspettativa di vita che porta Mantova a essere una città longeva e con una discreta qualità di vita.
I numeri resi disponibili dall’anagrafe non mentono e registrano in città un totale di 25.609 nuclei familiari, di cui 4.953 nella fascia di età over 65 (19,34%,) dati da un solo componente. Ciò che fa dire al gruppo consiliare di Forza Italia che in città «c’è un’emergenza terza età: una famiglia su cinque è rappresentata da un anziano solo». E da qui la richiesta del capogruppo Pier Luigi Baschieri, affiancato da Assunta Formicola (Fi), oltre che dai colleghi di minoranza Raffaele Zancuoghi, Stefano Nuvolari e Salvatore Scalia (Fd’I) e Andrea Gorgati (Lega) di istituire un garante dedicato, come peraltro già previsto dal Comune, ma mai istituito.
«Questi anziani rappresentano i soggetti più fragili, spesso non hanno nemmeno un familiare e sono abbandonati a se stessi tra solitudine e misere pensioni che non sempre permettono loro di sostenere le spese personali e di sussistenza. In questa città le liste d’attesa per le residenze sanitarie per anziani sono infinite e le badanti sono quasi introvabili, ma il vero problema è l’accesso ai tanti servizi che mette all’angolo gli anziani in balìa delle difficoltà ad accedere alle prestazioni sanitarie e della digitalizzazione a loro sconosciuta. I tempi sono maturi per individuare e selezionare il garante per i diritti degli anziani, figura già istituita dal Comune nel precedente mandato, ma nella realtà mai attivata a differenza di tante altre città». La stessa Regione ha recentemente introdotto questo garante.






























