ALTO MANTOVANO. Costretta per anni a subire reiterate violenze fisiche e psicologiche da parte del marito e, in un’occasione, anche da parte di un amico di quest’ultimo. Vittima di tali condotte una giovane donna di origine nordafricana, residente nel territorio dell’Alto Mantovano.
Una vicenda da codice rosso che ha quindi portato sul banco degli imputati, per le ipotesi di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate, l’allora coniuge della persona offesa, nonché altresì un cittadino dell’Est Europa. I fatti, emersi a fronte di denuncia della parte lesa, risalivano segnatamente a circa cinque anni fa quando nei confronti del compagno era stato contestualmente dispoto il divieto di avvicinamento alla convivente.
Uno scenario, stando al quadro inquirente, costellato quindi da numerosi episodi vessatori e violenti perpetrati dall’uomo, tra le mura domestiche, ai danni della coniuge. Minacce, offese, insulti, percosse, oltre a costrizioni di ogni tipo e a limitazioni della libertà personale. In un caso, inoltre, a dar manforte al marito era pure intervenuto un conoscente di quest’ultimo, accusato nella circostanza del solo reato di lesioni.
Ieri infine, a conclusione dell’istruttoria dibattimentale, è quindi arrivato il verdetto per i due imputati, entrambi condannati dal giudice Giulia Cammareri: tre anni di reclusione per l’ex marito della donna e dieci mesi per l’amico di quest’ultimo.





























