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Fisco: la Lombardia evade miliardi, ma i Comuni di Mantova ignorano il “tesoretto” delle segnalazioni

MANTOVA – Poco meno di 4.500 euro in tutta la provincia, incassati da soli due Comuni su oltre sessanta: Mantova e Gonzaga. È il bilancio, decisamente modesto, emerso dall’ultima indagine dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha fotografato i contributi erogati dal Ministero dell’Interno ai Comuni italiani per la collaborazione attiva nel contrasto all’evasione dei tributi statali (come Irpef, Ires e Iva). I dati si riferiscono ai fondi distribuiti nel 2025 per le attività di accertamento svolte nel corso del 2024. Al Comune di Mantova sono andati 4.039,76 euro (che valgono il 77° posto nella graduatoria nazionale), mentre a Gonzaga sono spettati 438,82 euro (189° posto). Il totale provinciale si ferma a 4.478,58 euro e nessun altro municipio del territorio compare nell’elenco dei beneficiari. Per comprendere la portata del dato, occorre ricordare il meccanismo normativo: le amministrazioni locali hanno la facoltà di inviare all’Agenzia delle Entrate le cosiddette “segnalazioni qualificate” – ovvero informazioni dettagliate su affitti in nero, residenze fittizie all’estero o attività senza partita Iva – ottenendo in cambio il 50% delle somme recuperate. Una percentuale rilevante che tuttavia non sembra bastare a incentivare lo strumento. I dati della Cgia, infatti, non includono il recupero diretto di tasse locali come Imu e Tari, gestito autonomamente dagli enti. Allargando lo sguardo alla Lombardia, la partecipazione regionale appare più consistente, trainata dai grandi centri. Sono 97 i Comuni lombardi presenti in graduatoria per un totale di oltre un milione di euro (il 40,3% del totale nazionale), e Milano è seconda in Italia con 376.489 euro, preceduta solo da Genova. La Lombardia si conferma una terra di forti contrasti sul piano fiscale: lo studio stima che nel 2023 l’evasione tributaria e contributiva nella regione abbia toccato i 17 miliardi e 682 milioni di euro, l’importo più alto d’Italia in valore assoluto. Di contro, l’indice di “fedeltà fiscale” è tra i migliori del Paese, con 8,7 euro evasi ogni 100 riscossi (rispetto a una media nazionale di 12,1). A livello italiano il fallimento dello strumento è netto: appena 304 Comuni sui quasi 7.900 totali (il 3,8%) hanno ottenuto il contributo, per un incasso complessivo di 2,5 milioni di euro.