Home Cronaca Antica cappelleria Tragni, stile e qualità da oltre un secolo

Antica cappelleria Tragni, stile e qualità da oltre un secolo

mUna gemma rinascimentale incastonata nel cuore di Mantova che coniuga passato e presente del cappello.
Quella dell’antica cappelleria Tragni è una storia ormai ultrasecolare – «dal 1904, com’è impresso sull’insegna che campeggia sulle vetrine» – che affonda le radici agli albori del Novecento.
Uno spazio di stile dove ancora oggi si coltivano scrupolosamente i principi della qualità in ogni singolo prodotto ordinatamente riposto nelle eleganti scansie e nei cassetti di legno finemente lavorati che fungono da parete.
A fondarla, dopo un periodo trascorso prima come commesso nella storica cappelleria Gobatti e in seguito con un proprio banco sotto i portici Broletto, fu Romolo Tragni, che nel 1911 coglie l’opportunità di entrare nell’attuale stabile, e da lì comincia una nuova storia. Con la scomparsa del signor Romolo le redini passano al figlio Aldo. Siamo negli anni 60, periodo in cui il cappello per uomo e donna si imponeva come imprescindibile accessorio, uno dei vanti per la moda italiana. Ed è in quel periodo che comincia a lavorare come commesso Paolo Tallarico, colui che anni più tardi ne diventerà il titolare. «Ricordo molto bene e con affetto quegli anni, così come i Settanta: due decenni floridi per il commercio cittadino e anche per la vendita dei cappelli, ma era un contesto storico completamente diverso rispetto ad oggi», dice Tallarico. «Negli anni 80 cominciava la crisi nel settore dei cappelli, ma la città restava una bomboniera dal punto di vista commerciale, dove fiorivano nuovi esercizi e boutique». E riaffiorano aneddoti, come «quei teatranti che all’ultimo momento ci chiesero delle bombette nere per poter andare in scena al Sociale». Su un mobile si intravede l’utensile che serve per “informare” i cappelli, una tondeggiante forma di legno. Nel 1984 Tallarico rileva la cappelleria Tragni e nel 1987 compie il grande passo con la ristrutturazione generale degli spazi attraverso l’accorpamento del negozio attiguo di borse e valigie “Valle”, altro marchio storico che i mantovani di quelle generazioni ricordano con nostalgia. «Alla cappelleria e agli accessori (cravatte, papillon, bretelle, cinture, portafogli) abbiamo aggiunto anche l’abbigliamento per uomo – racconta – e direi che la scelta è stata azzeccata, probabilmente perché abbiamo sempre creduto in questo lavoro puntando sulla qualità dei prodotti». Insomma, i ricordi sono tanti e le soddisfazioni ci sono state. «In realtà non mancano nemmeno oggi – interviene la moglie Maria Pia, che con la figlia Benedetta affianca il marito nella gestione del negozio -. Certo, è un mondo totalmente diverso. Ma i turisti, soprattutto gli stranieri, sono affascinati dalla cultura del cappello. E quando ritornano a Mantova, passano a trovarci e si fanno consigliare il nuovo modello da indossare (mentre stiamo terminando l’intervista entra un signore tedesco per acquistare uno splendido Fedora, per molti il copricapo più affascinante mai realizzato). Alcuni entrano incuriositi per scattare le foto e ci menzionano come tappa nei tour cittadini. Fa piacere». Il considerevole assortimento per uomo e per donna rende l’antica cappelleria Tragni meta ideale per il neofita che desidera avvicinarsi al mondo del cappello, per il collezionista navigato alla ricerca del pezzo mancante, nonché per l’avventore che solo occasionalmente acquista un copricapo. Chiediamo a Tallarico se si sente un “sopravvissuto”. «Un po’ sì (sorride). Anche se negli ultimi tempi devo riconoscere che il cappello sta riprendendo piede». Nel frattempo continua a prendersi “cura” dei suoi modelli esposti che occupano vetrine e scansie, proponendoli come opere d’arte oltre che come copricapo.

Matteo Vincenzi