MANTOVA – L’ entrata in vigore della Legge 34 dell’11 marzo scorso assesta un duro colpo agli abusivi e ai falsi artigiani, fenomeno inquietante che distorce profondamente l’economia sana del territorio e che picchia duro anche nel Mantovano in particolare nei settori artigiani dell’acconciatura, estetica, autoriparazione, edilizia ed affini e i generale nel campo dei servizi alla persona afferma la direttrice della Cna, Elisa Rodighiero. Scattano sanzioni pesanti fino all’1% del fatturato aziendale (con un minimo di 25.000 euro per ciascuna violazione) per chiunque utilizzi in modo improprio i termini “artigiano”, “artigianato” o “artigianale” a fini commerciali, pubblicitari o di marketing. La misura, fortemente sostenuta da Cna -continua la Rodighiero -punta a blindare le denominazioni legate all’autentico lavoro manuale, contrastando l’abusivismo e i finti prodotti spacciati per artigianali. I termini legati all’artigianato non sono più considerati semplici aggettivi di marketing, ma sono riservati esclusivamente alle imprese iscritte all’Albo delle Imprese Artigiane (Aia) presso la Camera di Commercio. Cna invita le amministrazioni comunali a sottoscrivere il protocollo d’intesa redatto dall’associazione per arginare l’abusivismo , che danneggiano le imprese regolari. Fino ad oggi all’appello lanciato dalla Cna, sono otto i comuni mantovani che hanno aderito in primis il comune di Mantova. Mentre è attivo da undici anni lo sportello della Cna Legalità e giustizia coordinato da Franco Bruno.






























