MANTOVA – Mentre la nuova manovra economica si appresta a vedere la luce, i dati della Uil tracciano un quadro a chiaroscuri per l’economia e l’occupazione in Lombardia. Nei primi nove mesi del 2026, nella regione sono state autorizzate 63,6 milioni di ore di Cassa Integrazione, segnando una flessione complessiva dell’11,9% rispetto ai 72,2 milioni dello stesso periodo del 2025. Un calo che risulta tuttavia meno marcato rispetto alla media nazionale, che registra una contrazione più netta del 21,9%.
Dietro la superficie di questo calo globale si cela però una profonda e preoccupante mutazione della crisi produttiva. Se da un lato la Cassa Integrazione Ordinaria (Cig) diminuisce del 23,3%, dall’altro la Cassa Integrazione Straordinaria (Cigs) subisce un’impennata del 16,8%, volando a quota 24,1 milioni di ore. La Cigs rappresenta oggi ben il 37,9% del totale delle ore autorizzate in Lombardia, contro il 28,6% di un anno fa: un indicatore inequivocabile di processi di ristrutturazione, riorganizzazione e crisi aziendali complesse.
La crisi colpisce i territori in modo fortemente disomogeneo. L’emergenza è evidente a Varese, dove si registra un incremento complessivo del 52,1% con la straordinaria balzata a un preoccupante +351,6%. Dati negativi arrivano anche da Lecco (+6,6%) e da Milano, che nel solo mese di settembre segna un aumento del 10,5%. A livello settoriale, l’industria concentra il 93% delle autorizzazioni, trainata dalla meccanica che da sola assorbe 16,1 milioni di ore di Cig straordinaria (il 66,9% del totale regionale).
In questo scenario, il territorio di Mantova si muove in netta controtendenza rispetto al trend regionale. I dati mantovani mostrano infatti una decisa diminuzione sia per la cassa ordinaria (-28,4%) sia, soprattutto, per quella straordinaria, che fa registrare una contrazione del 71,1%.
Nonostante i dati positivi della provincia virgiliana, il sindacato invita a non abbassare la guardia. Massimiliano Turano, coordinatore territoriale confederale della Uil di Mantova, sottolinea come la situazione richieda comunque la massima attenzione: “I dati in decrescita non devono trarre in inganno; la situazione richiede un monitoraggio costante delle dinamiche produttive locali. L’aumento della cassa straordinaria a livello regionale e le difficoltà del tessuto industriale evidenziano una fase di transizione molto delicata anche per il nostro territorio. È necessario attivare subito tavoli di confronto e percorsi mirati di salvaguardia e rilancio produttivo. Chiediamo risposte concrete per difendere il patrimonio manifatturiero mantovano e tutelare i lavoratori”.
Un allarme condiviso dai vertici regionali della sigla sindacale. Salvatore Monteduro, Segretario confederale Uil Lombardia, evidenzia la necessità di un monitoraggio costante, mentre il Segretario generale Antonio Albrizio commenta: “I dati confermano che siamo di fronte a una transizione industriale complessa e carica di rischi sociali”.





























