Home Cronaca Alunni stranieri, Mantova sfora il 30% del nuovo decreto-scuola ed è prima...

Alunni stranieri, Mantova sfora il 30% del nuovo decreto-scuola ed è prima provincia in Lombardia

MANTOVA – In Lombardia una scuola su sei conta più del 30% di alunni stranieri, limite massimo indicato dal nuovo decreto scuola approvato dal governo, e la provincia di Mantova è quella che ha la percentuale più alta a livello regionale, con il 30,9% di alunni non italiani. «Prima di stabilire sulla carta come distribuire gli studenti bisogna conoscere la geografia reale delle nostre scuole. In alcune aree della Lombardia non è una singola scuola ad avere una forte presenza di alunni di origine straniera: è un intero territorio. La domanda allora è molto concreta: dove dovremmo spostare gli studenti se anche le scuole vicine vivono la stessa situazione?» A porre la questione è Francesco Guadagno, Segretario regionale Uil Scuola Lombardia, dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del nuovo Decreto Scuola. In attesa della pubblicazione del testo definitivo in Gazzetta Ufficiale, Uil Scuola Lombardia mette a confronto le misure illustrate dal governo con la realtà delle scuole lombarde. Secondo l’ultima elaborazione condotta da Uil Scuola Lombardia, è proprio la nostra provincia quella che registra il valore più alto di tutta la regione: il 30,9% delle sedi scolastiche del territorio supera la soglia dei 30% di alunni stranieri. Una percentuale che stacca nettamente le altre province lombarde come Lodi (24,8%) o Milano (22,3%). «In alcune aree non è una singola scuola ad avere una forte presenza di alunni di origine straniera, è un intero territorio», avverte Guadagno. Il rischio concreto, per molte famiglie mantovane, è quello di vedersi assegnare scuole lontane da casa, con un conseguente aggravio logistico ed economico in termini di trasporti e tempi di percorrenza. Una situazione resa ancora più complessa dal taglio dei docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano (classe A-23), diminuiti di 28 unità in Lombardia.

Guadagno (Uil Scuola): Non spostiamo il problema da una scuola all’altra

«Dalle percentuali bisogna passare alla realtà. Non possiamo limitarci a spostare il problema da una scuola all’altra», sottolinea Francesco Guadagno, segretario di Uil Scuola Lombardia riguardo alle nuove disposizioni ministeriali che introducono un tetto massimo alla presenza di alunni stranieri nelle classi. Il punto più critico della denuncia riguarda i docenti specializzati nell’insegnamento dell’italiano come seconda lingua: “per l’anno scolastico 2026/27, i posti autorizzati dal Ministero scendono da 937 a 762 e in Lombardia il taglio è di 28 docenti – aggiunge Guadagno -. Se consideriamo la conoscenza dell’italiano decisiva per l’integrazione, dobbiamo investire proprio sugli insegnanti preparati per questo compito». Oltre all’aspetto prettamente didattico, Uil Scuola solleva una questione di sostenibilità logistica ed economica per i nuclei familiari. Nei territori e nei quartieri dove la concentrazione di cittadini stranieri è storicamente elevata, il rispetto rigido dei tetti percentuali obbligherà a una redistribuzione degli alunni fuori dal proprio bacino territoriale. «Le conseguenze pratiche ricadranno sulla gestione quotidiana: la perdita della scuola di prossimità potrebbe costringere i genitori di più figli – magari iscritti a cicli scolastici diversi – a fare i salti mortali tra comuni o quartieri differenti. Una penalizzazione organizzativa ed economica fatta di chilometri giornalieri, trasporti e costi aggiuntivi che i sindacati considerano inaccettabile» conclude.