CASTEL GOFFREDO – Secondo il suo difensore, l’avvocato Stefano Orlandi, a far finire nei guai Khalil Ullah, 38enne bengalese di Castel Goffredo, è stato l’avere intrattenuto rapporti con il suo connazionale 21enne Rahman Faysal, operaio a Sestri Ponente, arrestato nel 2023 e condannato poi a inizio 2025 con l’accusa di istigazione e apologia di terrorismo. Per i Pm della Dda di Brescia, invece, Ullah avviava i giovani alla jihad; ai domiciliari dal settembre dello scorso anno, il 38enne sarà processato a Mantova davanti alla Corte d’Assise a partire dal prossimo 3 dicembre per l’accusa di arruolamento con finalità di terrorismo internazionale. Secondo la sostituto procuratore della Dda di Brescia Claudia Passalacqua, titolare dell’indagine nata dall’inchiesta della procura genovese su Rahman Faysal, quest’ultimo non avrebbe fatto tutto da solo. Il suo “cattivo maestro” sarebbe stato proprio Ullah, che avrebbe iniziato a indottrinarlo frequentando la moschea e il centro di preghiera del comune mantovano, spingendolo a studiare testi dell’estremismo islamico e a intraprendere la via del radicalismo attraverso un fitto scambio di messaggi. “Approfittando del suo ruolo carismatico di guida all’interno della comunità Tabligh mantovana avvicinava sistematicamente giovani e giovanissimi, già inclini a farsi sedurre dal messaggio della jihad e/o particolarmente immaturi, per instillare dogmi, dettami, regole e precetti che spingevano i ragazzi ad azioni violente ai danni di una serie indeterminata di civili colpevoli solo di non professare la loro fede” aveva scritto il gup Angela Corvi nell’ordinanza cautelare eseguita nel settembre 2025. L’analisi del suo smartphone avrebbe fatto emergere video di addestramento militare – esercitazioni con armi lunghe e corte, tecniche di copertura tattica – sebbene non siano stati accertati contatti diretti con gruppi terroristici veri e propri. L’unica ammissione fatta da Khalil Ullah, una moglie e tre figlie piccole, in Italia da 18 anni, operaio in un’azienda tessile dell’Alto Mantovano, è di essere molto religioso e nient’altro. Per le accuse che gli vengono mosse rischia in caso di condanna, dai 7 ai 15 anni di reclusione.






























