Home Cronaca Buvoli: “Questo centrodestra ma dove vive?”

Buvoli: “Questo centrodestra ma dove vive?”

MANTOVA Sarà vero, come sostengono le minoranze consiliari, che l’amministrazione comunale di Andrea Murari parte all’insegna delle “vacche magre”, senza capacità di spesa e di investimento anche per l’ordinario? Lo nega e lo smentisce l’assessore al bilancio Giovanni Buvoli.
Assessore, davvero il Comune è alla canna del gas?
«Premetto: la situazione oggettiva vale per tutti gli 8mila Comuni italiani di centrodestra e di centrosinistra. Le spese per tutti sono vorticosamente aumentate in questi 2 o 3 anni, pressoché raddoppiate. Noi spendiamo quasi 4 milioni solo per la gestione degli gli immobili comunali. Ma sui bilanci pesano i tre rinnovi contrattuali del pubblico impiego, assolutamente sacrosanti, dato che rispetto a dipendenti ministeriali o regionali, quelli comunali sono i peggio pagati. Però quei tre aumenti concordati coi sindacati hanno di fatto messo tutto in carico ai Comuni, che per noi a Mantova si traduce in 1,6 milioni in più, mentre dal governo riceveremo solo briciole».
Colpa dei salarî dei dipendenti allora?
«Ma no, tutto pesa. Anche i costi dei servizî sono aumentati, così come aumenta tutto il costo della vita. Soono aumentati i tassi sui mutui (che per noi è tutta spesa corrente), e tutti i Comuni hanno a che fare con questo, ricevendone per converso soli i tagli dei trasferimenti. Traduco: più spese e meno soldi».
Parla di un mal comune?
«Tutti i sindaci sono infuriati, da destra a sinistra, vedendo il rischio di diminuire i servizî. Cosa che noi non vogliamo fare».
Già, ma con che mezzi?
«Noi abbiamo della “musina” grazie a soldi accantonati dall’avanzo (più di 500mila euro). Poi abbiamo da incassare gli oneri di urbanizzazione per tutti gli insediamenti fatti a Valdaro (dico l’Adidas, che ha già iniziato a costruire, e poi la Nestlè)».
Dunque il favore finanziario è dato da fattori accidentali?
«Non direi. Noi, con la Provincia, abbiamo investito per favorire i nuovi insediamenti determinati dalle nuove infrastrutture realizzate. L’area della “Valdaro Spa” è interamente occupata; la parte privata di Olmolungo si sta riempiendo. Grazie alle infrastrutture realizzate, i nuovi insediamenti si tradurranno in oneri. Oltre al fatto che si sono mal contati almeno 1.500 posti che porteranno ricchezze e maggiori entrate in tasse».
Va bene, ma ormai tutto è compiuto. Da qui in avanti?
«In autunno faremo una manovra di 600mila euro per pagare le bollette (che dettaglieremo nella misura) per famiglie e imprese. È previsto un anno termico terribile, soprattutto per il gas, e il nostro sarà un aiuto generalizzato».
Le minoranze vi sottolineano però che sono finiti anche i fondi del Pnrr.
«Sì, è vero che il Pnrr è finito, ma per tutti, non solo per noi. E noi abbiamo un assessorato dedicato ai bandi, e siamo sul pezzo per cercare le risorse nei vari settori. Faremo la progettazione da inserire nel triennale delle opere pubbliche, in modo da essere già pronti per partecipare e vincere (cosa successa in tutti questi anni, al punto che ne abbiamo persi pochissimi). In 11 anni abbiamo messo in movimento 300 milioni di opere pubbliche, di cui soli 156 comunali. Circa 50 o 60 milioni dal Pnrr, e il resto da bandi statali, regionali, grazie a progetti già pronti. E questo è il lavoro che continueremo a fare, e sarà la nostra strada per continuare anche in assenza del fondo europeo».
D’accordo, ma come farete a far quadrare i conti?
«Siamo assolutamente fiduciosi. Contiamo sul maggior gettito perché abbiamo portato in città più residenti. Ovviamo a tante oggettive difficoltà con queste manovre. La difficoltà, come detto, è di tutti i Comuni per trovare risorse alternative. Questo posso dire ai colleghi del centrodestra. Abbiamo messo in piedi un ufficio bandi apposito con un nuovo programma per creare progetti».
Ma nell’immediato?
«Abbiamo fatto due variazioni di bilancio per più di 5 milioni, in parte su nuovi investimenti (edifici scolastici, impianti, asfalti, alloggi Erp, alberature ecc.) e anche sulla cura della persona (minori disabili e anziani), per non dire dei 150mila euro per il Natale e i contributi alle associazioni sportive».