Home Cronaca Confronto su crescita e debito pubblico con gli autori di “Sveglia!”

Confronto su crescita e debito pubblico con gli autori di “Sveglia!”

La presentazione del libro “Sveglia!”a cura degli autori Pietro Senaldi, condirettore di Libero e Giorgio Merli, esperto di strategie industriali, è stata l’occasione per mettere in evidenza i falsi miti che imbrigliano la crescita dell’economia italiana e impediscono le scelte coraggiose di cui il Paese ha bisogno. L’incontro che si è tenuto ieri alla Casa del Mantegna, presentato dal coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Stefano Nuvolari, è stato un confronto tra gli autori e i rappresentanti del mondo imprenditoriale e di quello sindacale per delineare le proposte di politica economica e finanziaria finalizzate alla crescita del pil da cui dipendono le politiche salariali e di welfare per i lavoratori e i cittadini. Al confronto, organizzato dal circolo mantovano di Fratelli d’Italia, sono intervenuti, oltre agli autori, il presidente regionale di Confimi Apindustria Francesco Ferrari, il segretario generale della Cisl Asse del Po Ivan Zaffanelli e i parlamentari mantovani di Fratelli d’Italia, il deputato Carlo Maccari e la senatrice Paola Mancini.
Il libro parte dal presupposto che l’Italia è avvolta da una nube tossica che si chiama debito pubblico. Per questo stiamo pagando un conto salato: i nostri figli, i talenti migliori, se ne vanno all’estero; i nostri lavoratori, dai medici agli operai, sono diventati più poveri di quelli che sono occupati negli altri Paesi europei; gli imprenditori sono sempre più sensibili alle sirene dei colossi stranieri, invece di investire i capitali fermi sui loro conti correnti. Sono tanti i fattori che hanno comportato un’economia rinsecchita e in declino.
Non sono sufficienti le spiegazioni di comodo, incolpare la burocrazia, le tasse, l’euro, l’immigrazione. Il giornalista Senaldi e l’esperto di strategie industriali Merli nel libro offrono una lettura tracciando un percorso di disillusione necessario per capire perché ci siamo impoveriti e perché continuiamo a raccontarci favole e cosa possiamo fare prima che sia troppo tardi.

Fiorenzo Cariola