MANTOVA – La crisi dell’editoria e la progressiva chiusura delle edicole in Italia hanno raggiunto un punto di non ritorno che non può più essere gestito con semplici misure tampone.
A lanciarne l’allarme è il Sinagi (Sindacato Nazionale Giornalai d’Italia affiliato a Slc-Cgil), che ha inviato una richiesta formale al sottosegretario all’Editoria, Alberto Barachini, alla Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali) e ai distributori nazionali e locali per chiedere l’istituzione urgente di un Tavolo istituzionale permanente.
L’obiettivo dichiarato è quello di sedersi allo stesso livello attorno a un tavolo con un mandato preciso: riformare ciò che non funziona nella filiera dell’informazione.
«Il Governo investe risorse pubbliche importanti per garantire la sopravvivenza e il pluralismo del settore – sottolinea il sindacato nella lettera firmata dal segretario generale Giuseppe Marchica – ma quale efficacia può avere questo investimento se la rete attraverso cui giornali e riviste arrivano ai cittadini continua a ridursi?». Secondo il Sinagi, infatti, ogni edicola che chiude rappresenta non solo un presidio di democrazia e informazione in meno, ma anche un danno economico diretto per gli stessi editori in termini di diffusione e visibilità. Il sindacato evidenzia come le difficoltà del settore non siano legate esclusivamente alla digitalizzazione e ai cambiamenti nelle abitudini dei lettori, ma anche a distorsioni interne alla filiera distributiva e logistica che necessitano di un confronto trasparente. Tra i nodi principali messi sul piatto dal Sinagi da affrontare al più presto vi sono la sostenibilità economica dei punti vendita, la gestione e i costi logistici legati alla gestione delle rese e ai trasporti, le regole su forniture, assortimento e tempestività delle consegne, la trasparenza dei dati di vendita e dei flussi finanziari, l’equilibrio nei contratti tra distribuzione nazionale e locale. Il Sinagi chiede che il tavolo venga convocato entro poche settimane con l’impegno di definire un piano di riforme con tempi certi e soluzioni verificabili. «L’editoria e le edicole italiane hanno ancora un futuro – aggiunge Alcide Boni, segretario provinciale Sinagi – ma va costruito oggi correggendo le criticità del sistema». Da qui il nuovo appello rivolto ai parlamentari e ai consiglieri regionali mantovani: «Contiamo sul loro sostegno, ma non si può indugiare oltre: urge un confronto per sbloccare la situazione».





























