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Donati dai genitori di Talita Kum quindici alberi messi a dimora nel parco di Valletta Valsecchi

Quindici nuovi alberi autoctoni sono stati piantati nel parco di Valletta Valsecchi. E’ stata accolta la proposta del gruppo “Talita Kum” in contatto con l’equipe diocesana della Pastorale del Lutto che organizza percorsi di accompagnamento dei genitori che hanno perso un figlio. Davanti ad ogni albero compare il nome del figlio scomparso. Lo spazio ospita un filare che assume la forma del simbolo dell’infinito (l’8 rovesciato) e due panchine. Le parole Talita Kum significano “alzati” che richiamano la resurrezione e la vita pronunciate da Gesù.
Ieri si è svolto un momento simbolico inaugurale molto partecipato con il vescovo di Mantova monsignor Marco Busca, gli assessori comunali al Welfare Andrea Caprini e alla Famiglia Chiara Sortino. Era presente anche Marcella Ghidoni del settore Lavori pubblici e Marzia Monelli Bianchi di Fondazione Comunità Mantovana. Numerosa la presenza dei genitori e delle famiglie che hanno perso prematuramente i propri figli. Il vescovo ha tenuto una cerimonia religiosa ed ha ricordato che il percorso intrapreso dai genitori è stato di grande aiuto, ha permesso di incoraggiarsi e di non disperdere la memoria dei figli. Prima della benedizione sono stati letti tutti i nomi che compaiono nelle targhette.

Gli assessori Sortino e Caprini hanno ringraziato la Diocesi e i genitori del gruppo Talita Kum per un dono che va ad implementare il patrimonio verde della città. “E’ importante avere un luogo in cui potersi incontrare – ha affermato Caprini – dove ricordare tutti i figli simbolicamente”. “L’importante iniziativa – ha aggiunto Sortino – è nata dall’incontro con alcuni rappresentanti che ci hanno raccontato di come avrebbero trovato consolazione nell’andare insieme, o da soli, in un’area verde in cui fiorisce la vita, dove i ragazzi trascorrono il loro tempo libero in felicità e nella natura. L’Amministrazione ha accolto subito questo desiderio donando sollievo alle famiglie che hanno sofferto molto per la perdita del figlio”.

 

Fiorenzo Cariola