Home Cronaca Finita l’èra delle vacche grasse: Comune al verde e senza progetti

Finita l’èra delle vacche grasse: Comune al verde e senza progetti

Mantova Dov’è l’opposizione in consiglio provinciale? In molti se o chiedono, ma sono le stesse forze politiche di minoranza a crearsi uno schermo difensivo, quasi a dire: “A che cosa dovremmo opporci, visto che questa amministrazione comunale si adagia sull’immobilismo, o per mancanza di risorse, o per mancanza di progetti?”. È quanto si desume dalle dichiarazioni dei protagonisti della minoranza consiliare in via Roma. Intanto dal leader Raffaele Zancuoghi, il principale contendente alla carica di sindaco di Andrea Murari nel maggio scorso, che pone la questione in termini di azione e reazione: «Sembrerebbe finito per l’amministrazione il tempo delle “vacche grasse”, e che oggi affronta numerose partite con zero risorse per grandi investimenti. Come in tutte le famiglie ormai bisogna centellinare ogni euro per mandare avanti le cose, persino quelle ordinarie, e anche il Comune deve essere attento. In questo momento non vedo investimenti né possibilità di farne».
Una bocciatura più sistematica e meno protocollare arriva invece alla giunta comunale dal capogruppo di Fratelli d’Italia Stefano Nuvolari, che non riconduce l’apparente immobilismo di via Roma a incidenti congiunturali, ma piuttosto a una politica di dissipazione delle risorse e a calcoli “sballati” riconducibili già all’amministrazione di Mattia Palazzi.
«I segnali li vedo anche nella piazza – spiega Nuvolari –. Oggi eravamo in città con un banchetto per la raccolta firme contro il degrado urbano, e chiedevamo sottoscrizioni per applicare il regolamento urbano e nazionale. In appena 3 ore abbiamo raccolto 170 firme. Domani sera (oggi, ndr) terremo un incontro pubblico a Ca’ Uberti per riprendere le attività e raccogliere idee, lamentele e proposte».
Ma cosa può essere imputato a una giunta in carica da appena cento giorni? «Non scherziamo – ribatte Nuvolari –. Metà di questa giunta lavora in Comune da più di 11 anni, ed è ben rodata su tutti i problemi creati o lasciati aperti nei precedenti mandati».
E a questo punto il quaderno di lamentele tocca nervi scoperti. «Parliamo di Mantova Hub? Un progetto partito con un budget di 18 milioni, si è ingigantito oltre i 40, e ancóra non si sa come finiranno i cinque capannoni di San Nicolò. Parliamo della piscina Dugoni? Non si capisce come siano stati gestiti i controlli, con verbali non firmati e le verifiche agli impianti. O vogliamo parlare della vicenda della Torre della Gabbia? A tutt’oggi non si sa quanto verrà a costare ai cittadini per il contenzioso aperto con i condòmini, ammesso che si trovi un accordo».
E non finisce qui. Per Nuvolari sono troppe le partite aperte sul tavolo del sindaco, di difficile soluzione. «Il primo tema fondamentale è dove si troveranno i soldi per completare tutte le opere in attesa. L’assessore al bilancio Giovanni Buvoli si lamenta se il governo taglia 600mila euro, ma non sento “mea culpa” se l’ente ha fatto lievitare spesa corrente: la sola cura del verde ha raggiunto cifre spaventose di 4 milioni annue. Aggiungiamoci il capitolo rifiuti: Murari e Provenzano fanno incontri per presentare il nuovo progetto differenziata che permetterà di tagliare i costi sul personale, ma che non abbasserà le bollette dell’utente. E chi ne beneficerà?», conclude Stefano Nuvolari.