Maltrattamenti a marito e figlie: manca un testimone, sentenza rinviata

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MANTOVA – Reiterati episodi di maltrattamenti perpetrati ai danni dei propri familiari. Con queste accuse era finita davanti al collegio dei giudici una cinquantenne italiana residente nel capoluogo virgiliano. I fatti a lei ascritti risalgono nello specifico al periodo compreso tra il 2019 e la primavera del 2021 quando, una denuncia presentata in questura da una delle figlie della donna, aveva fatto scattare l’indagine degli inquirenti circa la fattispecie di reato disciplinata dalla normativa sul cosiddetto “codice rosso”. Una vicenda delicata scaturita, secondo la ricostruzione degli inquirenti, da una situazione domestica di forte tensione tra i coniugi che avrebbe infine portato l’imputata a improvvisi e ripetuti scatti d’ira, alcuni dei quali decisamente violenti, nei confronti sia del marito che dei tre figli. Come quando, ad esempio, nel dicembre 2019, una discussione per futili motivi, aveva portato la cinquantenne a distruggere in casa l’albero di Natale appena addobbato. Oppure quando, risentita per non essere stata interpellata sul menù del pranzo o altre faccende domestiche, aveva preso a rompere nell’abitazione coniugale piatti, suppellettili e oggetti vari. In altre circostanze invece si era addirittura scagliata fisicamente contro i propri figli, mandandoli al pronto soccorso, in quanto rei a suo dire di non riordinare a dovere le proprie camere da letto. Episodi specifici questi riferiti in aula dai suoi stessi congiunti – in particolare il marito e la figlia maggiore – chiamati a deporre, in fase d’istruttoria, quali testimoni dell’accusa. Escussioni, tra cui per la parte civile quella della figlia più piccola della coppia, che avrebbero dovuto proseguire nella seduta di ieri ma rinviate per assenza ingiustificata di un teste della difesa – con conseguente accompagnamento coatto e multa – al prossimo 7 luglio.

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