MANTOVA – Più che un’azione a sostegno del popolo palestinese e degli aiuti umanitari portati alla Flotilla internazionale, la sottoscrizione avviata all’Itis-Fermi dalla preside Marianna Pavesi viene letta come un’azione anti-governativa, anti-meloniana, un indottrinamento degli studenti sollecitato da una sorta di “Radio Londra” interna e in filodiffusione dai microfoni dell’ufficio della dirigente.
I giovani tricolori del partito di Giorgia Meloni si sono già espressi: “Ricordiamo alla dirigente, noto esponente del Partito Democratico mantovano, che quando è a scuola ricopre un ruolo imparziale ed educativo, e non politico come quando siede in via Roma tra i banchi del consiglio comunale”. Altri segnali sono arrivati nella notte di ieri da Azione Studentesca con uno stendardo appeso proprio sul muro dell’istituto, che recita: “Il Fermi non ringrazia la Flotilla”.
Anche l’assessore regionale Alessandro Beduschi ha già avuto modo di prendere le distanze. E ieri la coordinatrice provinciale di Fd’I, la senatrice Paola Mancini, ha preso spunto dagli avvenimenti per dare un affondo: «All’inizio stentavo a crederci, poi purtroppo ho dovuto accettare il fatto che per iniziativa della dirigente una nostra scuola sia diventata la piattaforma per un’attività politica di parte. Subito dopo anche io, come tutti i genitori, mi sono fatta delle domande: è questa la scuola pubblica che vogliamo? Ci sentiamo a nostro agio venendo a sapere dell’iniziativa di questa iniziativa della dirigente scolastica? A tutti piace riconoscere la scuola come luogo di inclusione e di crescita all’insegna del rispetto reciproco e per questo affidiamo i nostri ragazzi con serenità agli insegnanti. Venire a sapere che è proprio la dirigente di una delle più importanti scuole mantovane a favorire la propaganda politica nell’istituto scolastico di sua competenza ci lascia letteralmente a bocca aperta: abbiamo superato ogni limite nel rispetto delle persone, dei ruoli e delle regole. Per questo auspichiamo il pronto intervento di chi ha la responsabilità di far rispettare le regole al fine di mantenere un clima consono nei luoghi in cui i nostri ragazzi crescono, trascorrendo la parte forse più importante della loro adolescenza».
Messaggi analoghi sono pervenuti anche da altri esponenti politici del centrodestra sui canali social, mentre il consigliere regionale leghista Alessandra Cappellari e il segretario della Lega Giovani Matteo Magnani hanno stigmatizzato i fatti: «Ci troviamo di fronte a un fatto gravissimo che non può passare sotto silenzio. Se davvero fosse stata la dirigente Pavesi, che è anche consigliere comunale del Pd, a autorizzare o promuovere l’iniziativa, sarebbe un fatto di una gravità estrema. E anche se l’uso degli altoparlanti fosse avvenuto per iniziativa degli studenti, resta grave che la dirigenza scolastica lo abbia consentito. In entrambi i casi, è indispensabile che venga fatta piena chiarezza. La preside – aggiungono – dovrà rendere conto di quanto accaduto ai suoi superiori. Già in passato, in altro istituto si erano registrati tentativi di organizzare assemblee con temi fortemente politici e relatori di un solo orientamento. Oggi assistiamo a un nuovo episodio che merita attenzione e verifica. La Lega – concludono Cappellari e Magnani – sosterrà l’iniziativa degli alleati e porterà la questione nelle sedi opportune»,
Insomma, informazione sì, strumentalizzazione nelle scuole no. A questo inducono a pensare Lega e Fd’I, mentre da Forza Italia per il momento non arrivano segnali di sorta.

































