MANTOVA – Il millesimo 2026 si preannuncia come un’annata da acquistare assolutamente: secondo le prime stime di Coldiretti Mantova e dei principali produttori del territorio, la vendemmia si è rivelata più forte del caldo estivo, regalando uve straordinariamente sane e di elevata qualità sia per i rossi sia per le basi spumante. Dalle colline di Monzambano con Cantina Ricchi fino alle rive del Po con Corte Viazza e la Cantina di Quistello — ripartita a pieno regime dopo un difficile incendio —, i vignaioli confermano rese superiori al 2025 e un’ottima tenuta dell’acidità, favorita da un’irrigazione di soccorso costante e tempestiva. A confermare il trend positivo è anche Andrea Virgili, presidente del Consorzio Vini Mantovani, che parla di una stagione da incorniciare ma invita il settore della ristorazione e dell’Horeca a sostenere con più decisione le produzioni locali. Se dal punto di vista agronomico l’innovazione tecnologica in campagna e in cantina è stata determinante per superare le alte temperature, come sottolineato dal vicepresidente di Ascovilo Corrado Cattani, rimangono tuttavia le incognite legate al mercato. In una fase di stasi generale dei consumi alcolici e di calo del consumo pro-capite, il settore sta infatti affrontando un profondo cambiamento strutturale in cui la liquidità aziendale, il superamento delle realtà troppo piccole al di fuori delle DOC e l’adozione di certificazioni di sostenibilità ambientale come il protocollo SQNPI diventano elementi cruciali per il futuro dell’enologia mantovana.





























