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Extra_classico, con Valeria Perboni un appassionante viaggio tra il musical e l’art song nel primo concerto della rassegna all’Arci Te Brunetti

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Mantova Un’esplorazione oltre i confini della musica d’ispirazione classica è il percorso che Oficina Ocm propone con la sua prima rassegna estiva costituita da cinque appuntamenti che intendono allargare gli orizzonti musicali, ma anche ambientali, favorendo la partecipazione e la  convivialità  nel segno dell’arte, come illustrato da Alfredo Bruno, in rappresentanza della direzione artistica. Esordio decisamente positivo per l’iniziativa all’Arci Te Brunetti, con “Songs – Besame mucho, señor Debussy”, progetto che ha visto protagonisti la cantante Valeria Perboni, Riccardo Barba alla tastiera, Gabriele Rampi al contrabbasso e Federico Negri alla batteria (tutti in foto). Un virtuoso incontro tra la magistrale duttilità vocale di Valeria Perboni e l’altrettanto preziosa capacità dei tre strumentisti di fornire la coerente dimensione stilistica alle esecuzioni. Il programma, punteggiato da perle musicali del ‘900, ha evidenziato come l’evoluzione della canzone, a partire dalle sue radici classiche, sia stata frutto di incontri, ardite sperimentazioni e contaminazioni artistiche. Ecco, dunque, il filo conduttore di un viaggio appassionante tra pagine illuminate ed eterne di Cole Porter (1891-1964) da Night and day a Anything goes, di George Gershwin  (1898-1937) con la bellissima escursione tra Someone to watch over me, I got rhythm, Embraceable you, Lady be good e Summertime, pagina particolarmente adatta per la spontanea vitalità improvvisativa dei tre strumentisti. È l’approdo dell’art song nell’orbita del cabaret a definire un nuovo passo del percorso artistico proposto, arricchito da apporti culturali straordinari come quello di Francis Poulenc (1899-1963), di cui è stato interpretato il valzer nostalgico Les Chemins de l’Amour, e di Claude Debussy (1862-1918). È nell’interpretazione della sua Apparition, ispirata melodia per voce e pianoforte, che Valeria Perboni ha esibito pienamente la mirabile dimensione vocale di cui dispone, la duttilità espressiva che le consente di spaziare con assoluta competenza tra i vari generi. Riprova immediata con le vibranti versioni di Misty, classico della musica jazz scritto dal pianista Erroll Garner (1921-1977), della notissima Besame Mucho di Consuelo Velázquez (1916-2005), per approdare alla coinvolgente esuberanza di Cabaret di John Kander (1927). Una parola in più merita l’eccellente approccio dei protagonisti del successo della serata a Youkali, il tango-habanera del 1934 Kurt Weill (1900-1950) da cui traspare tutta l’oscurità del clima che si respirava in Europa in quegli anni dominati dal nazismo trionfante, ma anche l’alone di speranza e amore condiviso per sfuggire all’angosciante realtà. Un supplemento di applausi calorosissimi e assolutamente meritati, in chiusura, con la ripetizione, come bis, di questa gemma della produzione di Weill.