RONCOFERRARO La sua energia non è solo inesauribile ma anche contagiosa. Maurizio Molella, in arte dj Molella, sabato sera ha conquistato il pubblico accorso al Jolly Club di Roncoferraro per l’evento “Shockville”, il mega party dedicato agli anni Novanta. E la guest star non poteva essere il popolare deejay e produttore discografico italiano, colui che ha contribuito a ridefinire il suono della dance music di quello straordinario decennio.
Dal vinile al cd fino ad arrivare ai file digitali. Il mondo dei disc jockey è cambiato profondamente ma tu, dopo quarant’anni, continui a rivestire un ruolo da protagonista assoluto: ci spieghi come si fa?
«Guardandomi attorno, aggiornandomi e soprattutto svegliandomi tutte le mattine sapendo di poter fare il lavoro che mi piace. Credo non vi sia cosa più appagante».
Possiamo dire la tua generazione ha contribuito a “istituzionalizzare” il lavoro del deejay, facendolo diventare a tutti gli effetti una professione?
«Con un pizzico d’orgoglio ti dico di sì: io come i miei colleghi di quegli anni abbiamo iniziato a fare questo lavoro quando non veniva considerato tale. Venivamo definiti “quelli che mettono i dischi”, noi abbiamo cercato di trasformare qualcosa nato per gioco e divertimento in un lavoro vero. E dà soddisfazione sapere di essere stati fonte d’ispirazione per chi negli anni successivi si è approcciato a questo mestiere»
Tanti i tuoi remix e le produzioni di successo. Ce n’è qualcuna a cui sei rimasto particolarmente legato?
«Fare una scelta è difficile. Però i quattro remix per Vasco Rossi (“Ti prendo e ti porto via”) sono stati un’esperienza speciale, anche perché ho avuto l’onore di ricevere un premio per quella produzione direttamente dalle sue mani. Ma posso citare anche il remix de “La notte” degli 883, tornato in auge in questi mesi».
Nel 1991, anno clou dell’house e della techno, pubblichi “Revolution”, che diventa subito un successo internazionale.
«Revolution è stata una scommessa, perché musicalmente sembrava azzardata per quei tempi. Allora si usavano i dat, dove si registravano i master, che non erano digitali. Però le sonorità inedite e il titolo accattivante si rivelarono azzeccati, tanto che fu apprezzato e ballato ovunque».
Faccio un passo ancora più indietro: se ti dico “Molella martella” cosa ti torna in mente?
«Beh, gli anni con Lorenzo (Jovanotti, ndr) e del mitico 1-2-3 casino. Una collaborazione voluta da Claudio Cecchetto nata negli studi di Radio Deejay e che poi ci ha portato sia in televisione che in tour, per non parlare del mitico Walky Cup di Riccione, la discoteca all’interno dell’Aquafan. Mentre ero in consolle, Jovanotti coniò lo slogan “Molella martella”. Ci divertivamo come matti».
Come mai che continui a preferire la radio vecchia maniera?
«Perché era quella dove sono cresciuto e dove potevi sperimentare senza limiti. In quegli anni un pezzo prima lo sentivi alla radio e poi ti andavi a comprare il disco in negozio. Si è perso il sapore dell’attesa, della novità».
Raf cantava “cosa resterà degli anni ‘80”; a Molella cosa rimane dei Novanta?
«La magia e la voglia di divertimento, e quell’aggregazione di massa che solo la potenza della musica riusciva a veicolare. È stato un decennio talmente esaltante che poi ti ritrovi in serate come quelle di questa sera (sabato per chi legge, ndr) per riassaporare quelle atmosfere lontane ma sempre presenti nel cuore di chi ha avuto la fortuna di viverle».
Un aneddoto del decennio precedente, quando iniziasti la tua carriera in radio, ce lo sveli?
«A Monza, durante una serata in discoteca, restai colpito da un disco (all’epoca i dischi non erano di proprietà dei dj, ma del locale, ndr) che avevo ascoltato durante le prove. Non ci pensai due volte e decisi di suonarlo, solo che dopo le prime note la pista cominciò a svuotarsi. A quel punto il titolare della discoteca si avvicina: se ti piace portatelo pure a casa, ma adesso toglilo che la gente vuole ballare».
Sai già cosa sto per chiederti…
«Era “Kiss” di Prince, che dopo tre mesi diventò un successo mondiale».
Matteo Vincenzi




































