La notevole partecipazione e l’entusiastica approvazione del pubblico sanciscono il grande successo dell’Orfeo portato in scena sabato sera al Teatro Bibiena su progetto promosso e coordinato dell’Associazione Musicale Coro da Camera Ricercare Ensemble. Un’impresa decisamente complessa e onerosa da realizzare, ma portata a termine con competenza e dedizione dai protagonisti di questa raffinata, coinvolgente rappresentazione del mito eterno di Orfeo nella straordinaria costruzione musicale di Claudio Monteverdi (1567-1643). Iniziativa ulteriormente significativa, essendo dedicata al ricordo della produzione curata dal Maestro Claudio Gallico trentacinque anni fa, per far rivivere l’Orfeo, favola in musica in un prologo e cinque atti musicata da Claudio Monteverdi su libretto di Alessandro Striggio. L’opera, presentata per la prima volta il 24 febbraio 1607 a Palazzo Ducale di Mantova, è stata qui proposta in forma semiscenica nella versione data alle stampe nel 1609. Ampio riconoscimento, dunque, ai meriti degli interpreti dimostratisi all’altezza di un compito così arduo e stimolante: il Coro Ricercare Ensemble condotto dal Maestro Romano Adami, i cantanti solisti e l’Orchestra Accademia degli Invaghiti solisti, diretti con dettagliata incisività da Federico Maria Sardelli. Apprezzabili le evocative sottolineature dell’intensità emozionale del testo e ben inserita nel contesto estetico e nel ritmo teatrale la coreografia dei movimenti di danza curata da Chiara Olivieri. Da porre in rilievo le qualità vocali ed espressive di Valeria La Grotta nel doppio ruolo di Musica ed Euridice, Benedetta Mazzuccato (Messaggera e Speranza), Anna Simboli (Proserpina e Ninfa), Alessio Tosi (pastore 1 e spirito 1), Gianluca Ferrarini (pastore 2 e spirito 2), Alessandro Carmignani terzo pastore, Rocco Lia per Caronte e Plutone, Furio Zanasi (Apollo) e del compatto intervento del Coro Ricercare Ensemble. Una citazione particolare merita Mauro Borgioni, un Orfeo di rara intensità comunicativa, dal timbro corposo ma variegato nelle sfumature, tecnicamente impeccabile e magistrale nell’interpretare il tesoro monteverdiano costituito da un incalzante fluire di avvincenti melodie e raffinati recitativi. Determinante l’impronta impressa all’andamento musicale da Federico Maria Sardelli per dare adeguata raffigurazione ai contrasti espressivi e timbrici della partitura, correttamente coadiuvato dagli strumentisti dell’Accademia degli Invaghiti. Ne è scaturita una luminosa e dinamica lettura dell’Orfeo, scandita da tempi incisivi e arricchita da un pregevole utilizzo dello spazio scenico, illuminato in modo suggestivo. Calorosissimi e assolutamente meritati applausi finali per tutti i protagonisti di questa nuova, preziosa opportunità per apprezzare l’ammaliante bellezza e la straordinaria modernità dell’Orfeo di Monteverdi. (gmp)








































