Home Provincia Discarica car fluff, l’azienda si fa la viabilità “alternativa”

Discarica car fluff, l’azienda si fa la viabilità “alternativa”

MANTOVA – Si preannuncia un autunno “caldo” – e non solo dal punto di vista meteorologico – per quanto concerne la questione legata alla discarica di car fluff che dovrebbe sorgere a Pontepossero di Sorgà, a poche centinaia di metri dal Mantovano. A certificarlo sono gli ultimi sviluppi di una vicenda che si trascina da ormai qualche anno e che parrebbe entrare nella fase decisiva. Da un lato il Comitato No Car Fluff fa sapere che la raccolta fondi per il ricorso al Tar (circa 25mila euro la somma che serve) procede spedita, dall’altro è trapelato che la ditta RMI avrebbe già definito la compravendita di porzioni di terreni agricoli da privati in località Bigarello per realizzare la strada che consentirà il via vai di tir dall’impianto, bypassando così il tratto Susano-Castel d’Ario. Un’operazione che avrebbe già l’ok del Consorzio di bonifica, poiché il tragitto dovrà necessariamente costeggiare alcuni canali. «Una notizia che per il momento abbiamo appreso da fonti ufficiose ma che nelle ultime ore sta trovando conferme da più parti – segnala non senza preoccupazione Pierluigi Mortaro, consigliere comunale di opposizione del gruppo “La forza che lega Sorgà -. Di fatto cominciano ad affiorare quei lavori sottotraccia che la RMI sta portando avanti per garantirsi una viabilità alternativa». La bretella di collegamento attraverserebbe la campagna posta tra la ex Ss 249 e Corte De Morta, luogo del mega insediamento preposto allo stoccaggio dello scarto non metallico che rimane dopo la rottamazione e la triturazione delle auto, formato da plastica, gomma e tessuti.  «Da capire – prosegue Mortaro – se prima della realizzazione di questa strada i tir transiteranno da Pontepossero e Castel d’Ario, e nel qual caso la beffa sarebbe doppia. In tutta questa vicenda, snervante per i cittadini, emerge però un aspetto pratico: adesso si giocherà finalmente a carte scoperte, nel senso che vedremo se anche chi fino ad oggi si è mostrato contrario alla discarica, alla prova dei fatti e di trattative si schiererà dalla parte della salute pubblica e dell’ambiente o dalla parte del denaro». Per il consigliere sorgarese «ignorare i rischi di contaminazione legati alla presenza di una falda freatica superficiale, situata a pochissima distanza dal piano di campagna, sarebbe di una gravità inaudita». Una criticità idrogeologica fondamentale che aveva ispirato la decisione della sentenza del Tar a inizio 2025. A rimescolare nuovamente le carte, o meglio a porre fine all’iter amministrativo, era stata – lo scorso 23 luglio – la Conferenza dei servizi, riunitasi dopo il rinvio delle settimane precedenti per permettere all’Avvocatura regionale di esprimersi sull’eventuale applicabilità della legge regionale approvata il 13 maggio. Nei prossimi giorni i sindaci del territorio si riuniranno per definire i vari ricorsi.