Home Provincia Fotovoltaico, l’opposizione contesta i nuovi impianti: “Operazione folle”

Fotovoltaico, l’opposizione contesta i nuovi impianti: “Operazione folle”

MEDOLE. La minoranza consiliare “Medole, Facciamo Comunità” non lascia correre le dichiarazioni del sindaco Luca Vivaldini sulla questione degli impianti fotovoltaici e interviene per dire la sua in merito.
«Contestiamo queste operazioni che riteniamo folli – osserva senza giri di parole l’ex sindaco e ora capogruppo di minoranza Giovanni Battista Ruzzenenti – Nel caso del fondo Santa Caterina si parla di un campo da 30 ettari, una rarità a Medole e dintorni, dove gli appezzamenti sono mediamente piccoli. È vero, c’era una cava, risultato del piano cave contro cui avevamo fatto ricorso al Tar nel 2003, ma questa cava non è andata in profondità per scarsità di materiale. Avevamo l’opportunità di ripristinarla a terreno agricolo, come già era stata fino a 20 anni fa, quando veniva coltivata la frutta per i canditi dei panettoni Motta».
«Come minoranza, siamo del tutto favorevoli al fotovoltaico, non è questo il problema – prosegue Ruzzenenti – Il problema è stato dichiarare questo fondo idoneo all’impianto con la scusa della cava, quando poteva benissimo essere recuperato. La cosa risale al 2024, ma l’amministrazione l’ha tenuta nascosta fino ad oggi. È bastata l’assicurazione di un contributo dallo Stato, a mo’ di “tangente istituzionale” con cui finanziare un’aula ad alta tecnologia, per convincere il sindaco. Sono soldi ottenuti sacrificando un’ampia estensione di territorio: un vero r proprio delitto che rende l’intera pratica poco dignitosa».
«Il secondo sito è un campo in località Cocca da circa 23 ettari, confinante con il fondo di Santa Caterina. Insomma, rischiamo di avere un immenso impianto fotovoltaico da Crocevia a Medole – conclude l’ex sindaco – Non essendo area di cava, la recente sentenza della Corte costituzionale dà al Comune la possibilità di veto. Forse il sindaco non vuole perchè il proprietario era in lista con lui alle ultime elezioni. Al di là di questo, il vero spreco sarebbe togliere grandi spazi alla coltivazione, indispensabile per l’alimentazione».