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Un anno di Auser Ostiglia

L’assemblea dei soci dell’Auser di Ostiglia si è riunita il 1 marzo per l’approvazione del bilancio consuntivo dell’anno 2025. Dopo l’esposizione delle attività svolte e della parte economica, l’espressione dei soci non poteva che essere favorevole all’unanimità. Essendo stato l’anno del Congresso Nazionale, di forza si sono rinnovate alcune cariche della nostra associazione, ridistribuiti i compiti, fatto sta che il 2025 si deve ritenere un anno da incorniciare.

Nel campo del trasporto protetto gli accompagnamenti sono stati 2850, le ore dedicate dai volontari 7400, i chilometri percorsi 70450. Molti i viaggi in centri di cura lontani, 1400 tra Mantova, Villafranca, Modena Negrar, Verona, Mirandola, ecc… Sempre di più rispetto agli altri anni, vuoi per la difficoltà a trovare visite ed esami in tempi brevi o per le assegnazioni che, pur di rispettare le priorità in ricetta, venivano dirottate nei centri più disparati. Ne è conseguito un maggior impegno di tempo per i volontari e di mezzi di trasporto. Motivo per cui già ad inizio anno, causa anche il fuori uso di uno dei mezzi dopo venti anni di servizio, si è presentata l’impellente necessità di un nuovo mezzo. Inizialmente, senza risultati, ci siamo rivolti al Comune. Men che meno le nostre casse non disponevano di cifre adeguate. Allora abbiamo cominciato a sognare contando su quel detto che se si sogna assieme a molti prima o poi qualcosa si avvera. Così è stato per la partecipazione ai bandi delle Fondazioni Comunità Mantovana e BAM che, dopo il relativo finanziamento parziale, ci hanno permesso di procedere coinvolgendo la cittadinanza e le realtà produttive in zona. Il sogno s’è fatto realtà e a settembre avevamo la somma necessaria per l’acquisto del nuovo mezzo.

Ma l’Auser Ostiglia non è stato solo trasporto protetto, è stato promotore di attività creative, culturali e sociali con la sua presenza attiva nelle manifestazioni della comunità come “la panchina rossa” dedicata alla tutela della donna, “coloriamo la strada con la presenza di più di duecento bambini, il Dicembre Ostigliese con le commedie dialettali, l’intrattenimento degli ospiti nelle RSA, la tradizionale “festa del sorriso” con i ragazzi dei Centri, il trasporto stesso che contribuisce all’inserimento degli immigrati nel tessuto sociale, i momenti di unione tra persone sole. Tutto questo con le grosse difficoltà legate alla mancanza di un centro dedicato all’associazione.

Permane il problema di tutte le associazioni di volontariato, lo scarso ricambio dovuto alla mancanza di nuovi volontari, Quest’anno ci siamo contati. I volontari sono stati 29. L’età in media si aggira ben oltre i 70 anni, tutti pensionati e tra di essi 11 sono ancora in servizio da quel lontano 2003 in cui è iniziata l’attività dell’associazione. Li abbiamo definiti “gli inossidabili” e abbiamo deciso di omaggiarli di un riconoscimento consegnato dalle maestranze in occasione del tradizionale pranzo aperto a tutta la cittadinanza.

Un bel momento che impone altresì qualche riflessione e soprattutto un invito per chi volesse entrare a far parte del nostro gruppo.