Castel Goffredo Il ciclo durissimo che paventava mister Arioli dopo la sconfitta con lo Scanzo è iniziato alla grande per la Castellana. Nonostante i pochi uomini arruolabili e anche questi spesso in condizioni non ottimali, la squadra ha raccolto 7 punti in 7 giorni grazie al pareggio con l’Offanenghese, che ha aperto il ciclo, e alle vittorie con il Casazza nel turno infrasettimanale e con la Soresinese domenica scorsa. «E’ un periodo faticoso ma ce la stiamo cavando bene – commenta il tecnico biancazzurro -. E’ capitato di fare allenamenti con solo 10 o 11 giocatori, ma il livello non è calato. Ho a che fare con dei veri professionisti, dei calciatori bravissimi, non c’è che dire». Le parole al miele dell’allenatore non finiscono qui: «Se nella scorsa settimana tutto è andato per il meglio, molto del merito va al mio staff, per me da Serie A: c’è amicizia, rispetto e tanta voglia di lottare insieme per obiettivi importanti». Nella trasferta vittoriosa a Soresina, Arioli ha potuto schierare nuovamente Secli (dell’inizio) e Nardi (a gara in corso) a fianco di Omorogieva, che ha deciso il match con una tripletta. La situazione infortunati sta rientrando? «Solo in parte – spiega Arioli -, Roversi è ancora fuori. I tre là davanti sono acciaccati. Ho dovuto sostituire Secli nella scorsa partita, Nardi sta comunque recuperando dalla dislocazione della spalla, Omorogieva ha giocato stringendo i denti. Insomma, devo valutare la loro condizione come quella di altri giocatori». Stasera, nell’anticipo della 26ª giornata (ore 20), la Caste riceve il neopromosso Cellatica per quello che è, a tutti gli effetti, uno scontro diretto tra squadre appaiate in classifica con 39 punti, a -2 dalla Juvenes che chiude il gruppo dei play off. Arioli mette i suoi in guardia: «Sono una bella squadra, il loro campionato è ben oltre le aspettative. Sarà una partita molto complicata, in questa parte di stagione i punti valgono di più. L’obiettivo? Rimane la salvezza. Come dico sempre ai miei ragazzi, abbiamo buttato il riso in pentola, ora dobbiamo tirarlo su. Finchè non è tirato su, non c’è tempo per altri discorsi». (fg)







































