Governolo Il gol vittoria contro l’Asola nel derby vale tre punti, ma soprattutto una risposta sul piano temperamentale. Marco Garutti si gode il successo della sua Governolese, arrivato al termine di una partita nella quale la squadra ha saputo soffrire, stringere i denti e lottare fino all’ultimo per conquistare il massimo risultato. «In settimana il mister ci aveva chiesto solidità – spiega il centrocampista, autore del gol vittoria -. Non era semplice, considerando i tanti giovani in rosa, ma abbiamo dimostrato di esserci. Dopo l’1-0 ci siamo difesi con le unghie e con i denti. Tutti hanno lottato per portare a casa i tre punti. Serviva una risposta, soprattutto a livello mentale, dopo le sconfitte con Vobarno e Calcinato. L’abbiamo data».
Per il leader carismatico dei Pirati l’incornata vincente sul cross basso di Puricella è stata la prima gioia stagionale. «Un gol molto emozionante, che dedico alla mia famiglia, che mi segue sempre e ovunque, allo staff tecnico, che sta facendo di tutto per raggiungere l’obiettivo, e a Stefano Cavazzoni, nostro massaggiatore che per problemi personali non potrà più stare con noi». A 35 anni, il centrocampista è un punto di riferimento per un gruppo giovane e non nasconde il proprio legame con Governolo. «Quando mi hanno richiamato, dopo l’esperienza al Porto, dove sono stato benissimo, non ho potuto dire di no. Governolo è casa mia e il cuore ha ricominciato a battere come se avessi 18 anni. Mi butterei nel fuoco per questa squadra». La fascia da capitano è una responsabilità da onorare: «Cerco di dare l’esempio, perché il calcio è la mia vita. Questi ragazzi sono educati, hanno voglia di crescere e tanto margine. Se ci ascoltano, possono migliorare molto. Dipende solo da loro». Infine, testa all’obiettivo: «Non ci sono squadre materasso, ogni domenica è una battaglia. Servono umiltà e impegno. Io vivo di sfida in sfida. Voglio salvare la Governolese il prima possibile. Poi prenderemo tutto ciò che verrà».





























