Viadana Al Campionato Mondiale di rugby Under 20 giocato in Italia, tra i protagonisti si è distinto il giovane pilone destro Bruno Vallesi. Il talento giallonero, agli ordini del cittì Roberto Santamaria, ha onorato e difeso tanto i colori del proprio club quanto la maglia azzurra.
Bruno, potresti raccontarci la tua esperienza, le emozioni e i momenti più importanti?
«È stata un’esperienza bellissima, ricca di emozioni e momenti che porterò sempre con me. Indimenticabili le gioie per le vittorie contro Irlanda e Galles, che hanno dato grande forza al gruppo. Purtroppo ho dovuto fermarmi subito per un infortunio, ma sono riuscito a ripartire con ancora più determinazione. In ogni caso, è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere tanto, sia come giocatore che come persona».
L’esordio amaro con i Baby Blacks in cui c’è stato il tuo infortunio, poi la grande vittoria con l’Irlanda. E cosa è successo con la Georgia?
«Partita difficile la prima con la Nuova Zelanda, poi sì, è arrivata la grande euforia con l’Irlanda mentre con la Georgia, probabilmente, abbiamo pagato un po’ di stanchezza, e alcune situazioni penalizzanti hanno portato a una performance al di sotto delle nostre aspettative, anche se alla fine abbiamo ottenuto quello che volevamo: giocarci la semifinale quinto-ottavo posto».
C’è un aneddoto divertente che puoi raccontare?
«Trenta ragazzi giovani in un hotel danno vita a un continuo di momenti goliardici e divertenti, tra risate, scherzi e complicità che solo un gruppo così affiatato può vivere. Molto spesso quando qualcuno si assentava dalla propria camera per un torneo di freccette o di ping pong, rientrava trovando il letto tutto sottosopra. E quindi si cercava di capire chi fosse stato. Sono momenti che si incastrano in un’atmosfera divertente in un gruppo di compagni di squadra: è un qualcosa da vivere ed è difficile da spiegare».
C’è un giocatore che ti ha impressionato e che potrebbe diventare davvero una campione?
«Partendo dall’Italia Federico Zanandrea, Nelson Casartelli e Francesco Braga, che è anche più giovane. Sono giocatori già molto forti ora e sono convinto che avranno un avvenire importante: hanno fatto davvero molto bene. Gli altri? Mi ha impressionato l’estremo australiano, Sydney Harvey».
Adesso cosa c’è davanti a te? Il tuo futuro, ma anche il tuo presente…
«Il mio futuro e anche il mio presente sono a Viadana. Ora ho dei giorni di vacanza da fare e torno in Argentina: è un po’ di tempo che non vado. Poi rientrerò a Viadana pronto per la pre-stagione».
Se puoi dirlo, c’è un giocatore dell’Italia U20 che ti piacerebbe ritrovare a Viadana?
«Sì, il capitano Giacomo Milano: credo sia davvero un grande giocatore».









































