Home Cronaca Impresa edile mantovana riammessa nella white list dopo otto anni di ricorsi

Impresa edile mantovana riammessa nella white list dopo otto anni di ricorsi

MANTOVA Otto anni per essere riammessa nella white list (l’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa, ndr). È quanto ha dovuto attendere un’impresa del settore dell’edilizia e delle costruzioni con sede nel Basso Mantovano dopo una lunga serie di ricorsi che hanno portato la questione fino al Consiglio di Stato. E proprio dai giudici del Consiglio di Stato è stata emessa una sentenza che segna una svolta sulle interdittive antimafia. Di fatto, si legge nella sentenza della Terza Sezione del Consiglio di Stato dello scorso 7 agosto, la prefettura che ha emesso il provvedimento, in questo caso la prefettura di Mantova, è tenuta ad aggiornarlo trascorso un anno. «Si tratta di una sentenza innovativa – commenta l’avvocato Oreste Morcavallo, che in questi anni ha portato avanti la questione fino al Consiglio di Stato – che stabilisce per la prima volta l’obbligo della prefettura di rivalutare il proprio provvedimento trascorso un anno. Ed è una sentenza rilevantissima – prosegue il legale – perché per la prima volta il Consiglio di Stato afferma che l’interdittiva non rappresenta una sanzione nei confronti della impresa ma una misura di prevenzione. La novità assoluta – conclude l’avvocato Morcavallo – è il principio affermato dal Consiglio di Stato per cui l’aggiornamento costituisce un vero e proprio obbligo della Prefettura, sia applicando la norma che in presenza di fatti nuovi». L’impresa mantovana, che aveva iniziato la propria attività nel 2016, era stata estromessa dalla white list della prefettura di Mantova l’anno successivo. Il titolare si era quindi rivolto all’avvocato Morcavallo del Foro di Cosenza, che aveva presentato un ricorso al Tar della Lombardia. Questo però era stato respinto perché, avevano motivato i giudici della sezione di Brescia, non erano insorti elementi di novità che potessero giustificare l’aggiornamento del provvedimento prefettizio. Stessa risposta l’anno seguente, quando veniva reiterato il ricorso al Tar di Brescia con richiesta di aggiornamento/annullamento del provvedimento della prefettura di Mantova, nonoistante la novità del licenziamento di uno dei dipendenti. Lo scorso 5 giugno la questione è approdata in Consiglio di Stato, dove è stata discussa. Infine il 7 agosto scorso è arrivata la sentenza che ha di fatto annullato il provvedimento, perché, hanno osservato i giudici, è fissata “in dodici mesi la validità delle interdittive sancendo l’intrinseca provvisorietà di tali misure” che hanno infine riconosciuto che “in considerazione della peculiarità della controversia sussistono giustificati motivi per compensare le spese di lite del doppio grado di giudizio”.