L’opposizione di Solferino insorge: “Nessuna via intitolata a Ramelli”

SOLFERINO La toponomastica tiene banco anche a Solferino, con scambi di battute e punti di vista che si rincorrono, per restare in tema, per le strade, ma anche sui social e tra gli scranni del consiglio comunale. E proprio nella recente assise pubblica della cittadina della Spia d’Italia la maggioranza, guidata dal sindaco Germano Bignotti, ha approvato la mozione per intitolare una via del paese a Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975. Dall’opposizione si è fatto sentire Matteo Righetti, sostenuto dal capogruppo Andrea Castelletti, il quale ha invece presentato una proposta alternativa: «Bisogna pensare di dedicare lo spazio pubblico alle vittime di ogni fanatismo politico o alle figure simbolo della difesa della democrazia, coerenti con la storia di pace e solidarietà di Solferino». Righetti ha chiesto, inoltre, un confronto pubblico e la creazione di una commissione per la toponomastica ispirata ai valori costituzionali. «Il nostro paese non può accettare commemorazioni ideologiche. Qui è nata l’idea che la sofferenza non si giudica, ma si soccorre. Intitolare una via a Ramelli – spiega ancora l’esponente dell’opposizione – significa alimentare divisione e nostalgia ideologica». Poi aggiunge: «I morti degli anni di piombo, siano essi di destra o di sinistra, sono morti di tutti, ed usarli oggi per riaccendere l’odio è un atto grave. Questa è una terra di pace: non prestiamola a nessuna campagna ideologica. Tale decisione rappresenta uno sfregio alla storia universale di Solferino, culla della Croce Rossa e simbolo mondiale di neutralità».