MANTOVA Mantova entra nel perimetro di analisi del turismo gardesano, ma con un ruolo ancora marginale rispetto ai flussi complessivi. Secondo lo studio presentato da Valerio Corradi, docente di Sociologia del turismo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, solo il 3% dei turisti che soggiornano sul lago di Garda dichiara di aver inserito Mantova nel proprio itinerario. Un dato che segnala un potenziale di integrazione ancora inespresso all’interno di un sistema turistico sempre più mobile e interconnesso. Il dato è emerso in occasione dell’incontro conclusivo della quarta edizione di “Grand Tour. Ospitalità, Identità, Formazione”, svoltosi ieri a Desenzano del Garda, all’Istituto Bazoli Polo, con il seminario “Verso la Summer School: le dinamiche del lusso tra Europa e mondo. Il ruolo della formazione”. L’iniziativa, promossa dall’Osservatorio per il turismo del lago di Garda dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con la Comunità del Garda e con il sostegno di BCC Garda. Dopo il saluto della dirigente scolastica Stefania Battaglia, Corradi ha illustrato i risultati delle ricerche OTG, basate su dati raccolti tra il 2023 e il 2025. Un turismo in crescita, segnato da nuove dinamiche: «Vacanze più brevi e frequenti, con più momenti all’interno della stessa esperienza», e da una progressiva attenuazione del confine tra viaggi di lavoro e viaggi turistici. Centrale anche il cambiamento del concetto di lusso: «Non è più ostentazione, ma esperienza, benessere». Dalle rilevazioni emerge un turista «curioso e mobile», che si sposta tra più territori sfruttando la posizione baricentrica del Garda. Alto il livello di soddisfazione per i servizi, in particolare la ristorazione, mentre cresce l’attenzione alla sostenibilità: «Un turista filoambientale, propositivo e disponibile». Il punto di vista delle istituzioni è stato portato da Stefania Lorenzoni, assessore di Desenzano, che ha sottolineato l’importanza della formazione: «Il Garda ha bisogno di figure professionali qualificate», ribadendo come «il rapporto umano resti insostituibile, anche nell’epoca dell’intelligenza artificiale». A seguire le tavole rotonde. Ad aprire la prima è stata Barbara Quaresmini, presidente regionale di Confesercenti Lombardia Orientale e presidente nazionale di Impresa Donna, che ha richiamato l’importanza di «fare sistema» e di accompagnare la crescita delle nuove generazioni in un territorio «ricco di opportunità». Giulia Morandi, studentessa e ricercatrice, ha evidenziato come il valore aggiunto del turismo di alta gamma risieda nelle competenze: «Il lusso del futuro non sarà solo nelle strutture, ma nella qualità delle persone». Dal mondo dell’impresa è intervenuta Margherita De Angeli, direttore generale delle Terme e Grandi alberghi di Sirmione: «Il cliente del lusso è molto esigente», da qui la necessità di «trovare un punto di equilibrio tra richieste del mercato e rispetto delle persone». Centrale, anche per lei, la formazione: «È l’unica strada per garantire sviluppo e qualità». Il punto di vista della scuola è stato affidato a Maria Luisa Orlandi, dirigente dell’Ipseoa “Caterina de’ Medici” di Desenzano, che ha ricordato come «il turismo continui a offrire opportunità concrete», con inserimenti lavorativi rapidi e percorsi che spesso proseguono in ambito universitario. Nella seconda tavola rotonda Andrea Maggioni (Confesercenti lago di Garda) ha invitato a superare i luoghi comuni: «Non è vero che turismo e commercio significhino stipendi bassi», in un comparto che genera sul Garda oltre tre miliardi di euro di Pil e offre competenze «spendibili ovunque». Sul fronte del credito Lamberto Tonini, direttore commerciale di Bcc Garda, ha definito il lago «un eldorado italiano», mettendo in guardia dal mancato ricambio generazionale: «Se non investiamo noi, c’è già qualcuno pronto a farlo». A chiudere Pierlucio Ceresa, segretario generale della Comunità del Garda, che ha ribadito la visione unitaria del bacino, includendo Mantova come «quarta sponda del lago». Ai ragazzi: «Siete la futura classe dirigente chiamata a esportarne l’unicità».





































